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1 Coríntios 10

ELB71
Evitare gli errori d’Israele nel deserto

1 Fratelli, non voglio che ignoriate che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola, tutti passarono attraverso il mare 2 e tutti furono battezzati, nella nuvola e nel mare, per essere di Mosè; 3 tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale 4 e tutti bevvero la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia spirituale che li seguiva e la roccia era Cristo. 5 Ma della maggior parte di loro Dio non si compiacque, poiché furono abbattuti nel deserto.

6 Ora queste cose avvennero per servire da esempio a noi, affinché non siamo bramosi di cose malvagie come lo furono costoro; 7 e perché non diventiate idolatri come alcuni di loro, secondo quanto è scritto: "Il popolo si sedette per mangiare e per bere, poi s’alzò per divertirsi"; 8 non fornichiamo come alcuni di loro fornicarono e ne caddero, in un giorno solo, ventitremila; 9 non tentiamo il Signore, come alcuni di loro lo tentarono e perirono morsi dai serpenti. 10 E non mormorate come alcuni di loro mormorarono e perirono colpiti dal distruttore. 11 Ora, queste cose avvennero loro per servire d’esempio e sono state scritte per nostra ammonizione, che ci troviamo agli ultimi termini dei tempi. 12 Perciò, chi pensa di stare in piedi guardi di non cadere.

13 Nessuna tentazione vi ha colti, che non sia stata umana; ma Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscirne, affinché la possiate sopportare.

La Cena del Signore contrapposta all’idolatria

14 Perciò, cari miei, fuggite l’idolatria.

15 Io parlo come a persone intelligenti; giudicate voi quello che dico. 16 Il calice della benedizione che noi benediciamo non è forse la comunione con il sangue di Cristo? Il pane che noi rompiamo non è forse la comunione con il corpo di Cristo? 17 Siccome vi è un unico pane, noi, che siamo molti, siamo un corpo unico, perché partecipiamo tutti a quell’unico pane. 18 Guardate l’Israele secondo la carne; quelli che mangiano i sacrifici non hanno forse comunione con l’altare? 19 Che dico dunque? Che la carne sacrificata agl’idoli sia qualcosa? Che un idolo sia qualcosa? 20 Tutt’altro; io dico che le carni che i Gentili sacrificano, le sacrificano ai demòni e non a Dio; ora io non voglio che abbiate comunione con i demòni. 21 Voi non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; voi non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni. 22 O vogliamo noi provocare il Signore a gelosia? Siamo noi più forti di lui?

La libertà di coscienza e il rispetto degli altri

23 Ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa edifica. 24 Nessuno cerchi il proprio vantaggio, ma ciascuno cerchi l’altrui. 25 Mangiate di tutto quello che si vende al macello senza fare inchieste per motivo di coscienza; 26 perché al Signore appartiene la terra e tutto quello che essa contiene. 27 Se qualcuno dei non credenti vi invita e voi volete andarci, mangiate di tutto quello che vi è posto davanti, senza fare inchieste per motivo di coscienza. 28 Ma, se qualcuno vi dice: "Questa è cosa di sacrifici", non ne mangiate per riguardo a chi vi ha avvertito e per riguardo alla coscienza; 29 alla coscienza, dico, non tua, ma di quell’altro, infatti, perché la mia libertà sarebbe giudicata dalla coscienza altrui? 30 E, se io mangio di una cosa con rendimento di grazie, perché sarei biasimato per quello di cui io rendo grazie?

31 Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto alla gloria di Dio. 32 Non siate d’inciampo ai Giudei, ai Greci, alla Chiesa di Dio, 33 così come anch’io compiaccio a tutti in ogni cosa, non cercando l’utile mio, ma quello dei molti, affinché siano salvati.

1 Denn ich will nicht, daß ihr unkundig seid, Brüder, daß unsere Väter alle unter der Wolke waren und alle durch das Meer hindurchgegangen sind, 2 und alle auf Moses getauft wurden in der Wolke und in dem Meere, 3 und alle dieselbe geistliche Speise aßen, 4 und alle denselben geistlichen Trank tranken; denn sie tranken aus einem geistlichen Felsen, welcher nachfolgte. (Der Fels aber war der Christus.) 5 An den meisten derselben aber hatte Gott kein Wohlgefallen, denn sie sind in der Wüste hingestreckt worden.

6 Diese Dinge aber sind als Vorbilder für uns W. von uns geschehen, O. sind Vorbilder von uns geworden daß wir nicht nach bösen Dingen gelüsten, gleichwie auch jene gelüsteten. 7 Werdet auch nicht Götzendiener, gleichwie etliche von ihnen, wie geschrieben steht: "Das Volk setzte sich nieder, zu essen und zu trinken, und sie standen auf, zu spielen." 2. Mose 32,68 Auch laßt uns nicht Hurerei treiben, gleichwie etliche von ihnen Hurerei trieben, und es fielen an einem Tage dreiundzwanzigtausend. 9 Laßt uns auch den Christus nicht versuchen, gleichwie etliche von ihnen ihn versuchten und von den Schlangen umgebracht wurden. 10 Murret auch nicht, gleichwie etliche von ihnen murrten und von dem Verderber umgebracht wurden. 11 Alle diese Dinge aber widerfuhren jenen als Vorbilder und sind geschrieben worden zu unserer Ermahnung, auf welche das Ende Eig. die Enden der Zeitalter gekommen ist. 12 Daher, wer zu stehen sich dünkt, sehe zu, daß er nicht falle. 13 Keine Versuchung hat euch ergriffen, als nur eine menschliche; Gott aber ist treu, der nicht zulassen wird, daß ihr über euer Vermögen versucht werdet, sondern mit der Versuchung auch den Ausgang schaffen wird, so daß O. damit ihr sie ertragen könnt. 14 Darum meine Geliebten, fliehet den Götzendienst.

15 Ich rede als zu Verständigen; beurteilet ihr, was ich sage. 16 Der Kelch der Segnung, den wir segnen, ist er nicht die Gemeinschaft des Blutes des Christus? Das Brot, das wir brechen, ist es nicht die Gemeinschaft des Leibes des Christus? 17 Denn ein Brot, ein Leib sind wir, die Vielen, denn wir alle sind des einen Brotes teilhaftig. 18 Sehet auf Israel W. den Israel nach dem Fleische. Sind nicht die, welche die Schlachtopfer essen, in Gemeinschaft mit dem Altar? Eig. Genossen des Altars19 Was sage ich nun? Daß das einem Götzen Geopferte etwas sei? Oder daß ein Götzenbild etwas sei? 20 Sondern daß das, was die Nationen opfern, sie den Dämonen opfern und nicht Gott. Ich will aber nicht, daß ihr Gemeinschaft habt mit den Eig. daß ihr Genossen seid der Dämonen. 21 Ihr könnt nicht des Herrn Kelch trinken und der Dämonen Kelch; ihr könnt nicht des Herrn Tisches teilhaftig sein und des Dämonentisches. 22 Oder reizen wir den Herrn zur Eifersucht? Vergl. 5. Mose 32,16. 21. Sind wir etwa stärker als er?

23 Alles ist erlaubt, aber nicht alles ist nützlich; alles ist erlaubt, aber nicht alles erbaut. 24 Niemand suche das Seine, sondern das des anderen. 25 Alles, was auf dem Fleischmarkte verkauft wird, esset, ohne zu untersuchen um des Gewissens willen. 26 Denn "die Erde ist des Herrn und ihre Fülle". Ps. 24,127 Wenn aber jemand von den Ungläubigen euch einladet, und ihr wollt hingehen, so esset alles, was euch vorgesetzt wird, ohne zu untersuchen um des Gewissens willen. 28 Wenn aber jemand zu euch sagt: Dies ist als Opfer dargebracht O. einem Gott geopfert worden, so esset nicht, um jenes willen, der es anzeigt, und um des Gewissens willen, 29 des Gewissens aber, sage ich, nicht deines eigenen, sondern desjenigen des anderen; denn warum wird meine Freiheit von einem anderen Gewissen beurteilt? 30 Wenn ich mit Danksagung teilhabe, warum werde ich gelästert über das, wofür ich danksage? 31 Ob ihr nun esset oder trinket oder irgend etwas tut, tut alles zur Ehre Gottes. 32 Seid ohne Anstoß, sowohl Juden als Griechen, und der Versammlung Gottes; 33 gleichwie auch ich mich in allen Dingen allen gefällig mache, indem ich nicht meinen Vorteil suche, sondern den der Vielen, auf daß sie errettet werden.

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