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2 Reis 6

ELB71
La scure ritirata dal Giordano

1 I discepoli dei profeti dissero a Eliseo: "Ecco, il luogo dove noi ci raduniamo alla tua presenza è troppo stretto per noi. 2 Lasciaci andare fino al Giordano; ciascuno di noi prenderà una trave, e costruiremo un luogo dove poterci radunare". Eliseo rispose: "Andate". 3 Uno di loro disse: "Ti prego, dègnati di venire anche tu con i tuoi servi". Egli rispose: "Verrò". 4 Così andò con loro. Quando furono giunti al Giordano, si misero a tagliare legna. 5 Mentre uno di loro abbatteva un tronco, il ferro della scure gli cadde nell’acqua; perciò egli cominciò a gridare: "Ah, mio signore! l’avevo presa in prestito!". 6 L’uomo di Dio disse: "Dove è caduta?". E lui gli indicò il luogo. Allora Eliseo tagliò un pezzo di legno, lo gettò in quello stesso luogo, fece venire a galla il ferro, e disse: "Prendilo". 7 Ed egli stese la mano e lo prese.

I Siri colpiti di cecità

8 Mentre il re di Siria faceva guerra contro Israele, in un consiglio che tenne con i suoi servi, disse: "Io porrò il mio accampamento in tale e tal luogo". 9 E l’uomo di Dio mandò a dire al re d’Israele: "Guardati dal trascurare quel tale luogo, perché vi stanno scendendo i Siri". 10 Allora il re d’Israele mandò gente verso il luogo che l’uomo di Dio gli aveva detto, e circa il quale lo aveva avvisato; e si mise in guardia. Il fatto avvenne non una due, ma più volte. 11 Questa cosa turbò molto il cuore del re di Siria, che chiamò i suoi servi, e disse loro: "Fatemi sapere chi dei nostri è per il re d’Israele?". 12 Uno dei suoi servi rispose: "Nessuno, o re, mio signore! ma Eliseo, il profeta che è in Israele, fa sapere al re d’Israele perfino le parole che tu dici nella camera dove dormi". 13 Allora il re disse: "Andate, vedete dove si trova, e io lo manderò a prendere". Gli fu riferito che era a Dotan. 14 E il re vi mandò cavalli, carri e gran numero di soldati, i quali giunsero di notte e circondarono la città. 15 Il servitore dell’uomo di Dio si alzò di buon mattino e, uscito fuori, ecco che un gran numero di soldati con cavalli e carri accerchiava la città. Il servo disse all’uomo di Dio: "Ah, signore mio, come faremo?". 16 Egli rispose: "Non temere, perché quelli che sono con noi sono più numerosi di quelli che sono con loro". 17 Eliseo pregò e disse: "O Eterno, ti prego, apri i suoi occhi, affinché veda!". E l’Eterno aprì gli occhi del servo, che vide a un tratto il monte pieno di cavalli e di carri di fuoco intorno a Eliseo. 18 E mentre i Siri scendevano verso Eliseo, questi pregò l’Eterno e disse: "Ti prego, acceca questa gente!". E l’Eterno li accecò, secondo la parola di Eliseo. 19 Allora Eliseo disse loro: "Non è questa la strada, e non è questa la città; seguitemi e io vi condurrò all’uomo che voi cercate". E li condusse a Samaria. 20 Quando furono entrati in Samaria, Eliseo disse: "O Eterno, apri loro gli occhi, affinché vedano". L’Eterno aprì loro gli occhi, e a un tratto videro che si trovavano nel mezzo di Samaria. 21 E il re d’Israele, appena li vide, disse a Eliseo: "Padre mio, li devo colpire? li devo colpire?". 22 Eliseo rispose: "Non li colpire! Colpisci forse quelli che fai prigionieri con la tua spada e con il tuo arco? Metti davanti a loro del pane e dell’acqua, affinché mangino e bevano, e se ne tornino dal loro signore". 23 Il re d’Israele preparò loro una grande quantità di cibi e, quando ebbero mangiato e bevuto, li congedò, ed essi tornarono dal loro signore; e le bande dei Siri non vennero più a fare incursioni sul territorio d’Israele.

Assedio e liberazione di Samaria

24 Dopo queste cose Ben-Adad, re di Siria, radunò tutto il suo esercito, salì contro Samaria, e l’assediò. 25 Ci fu una grande carestia in Samaria; i Siri l’assediarono tanto che una testa di asino si vendeva a ottanta sicli d’argento, e il quarto di un cab di sterco di colombi, a cinque sicli d’argento. 26 Mentre il re d’Israele passava sulle mura, una donna gli gridò: "Aiutami, o re, mio signore!". 27 Il re le disse: "Se non ti aiuta l’Eterno, come posso aiutarti io? Con quello che l’aia o con quello che il torchio?". 28 Poi il re aggiunse: "Che hai?". Lei rispose: "Questa donna mi disse: Dammi tuo figlio, che lo mangiamo oggi; domani mangeremo il mio. 29 Così abbiamo cotto mio figlio, e lo abbiamo mangiato. Il giorno seguente io le dissi: Dammi tuo figlio, che lo mangiamo. Ma lei ha nascosto suo figlio". 30 Quando il re ebbe udito le parole della donna, si stracciò le vesti e, mentre passava sulle mura, il popolo vide che sotto, sulla carne, portava un cilicio. 31 Il re disse: "Mi tratti Iddio con tutto il suo rigore, se oggi la testa di Eliseo, figlio di Safat, rimane ancora sulle sue spalle!". 32 Ora Eliseo se ne stava seduto in casa sua, e con lui stavano seduti gli anziani. Il re mandò avanti un uomo; ma prima che questo messaggero arrivasse, Eliseo disse agli anziani: "Lo vedete voi che questo figlio di un assassino manda qualcuno a tagliarmi la testa? Badate bene; quando arriva il messaggero, chiudete la porta, e tenetegliela ben chiusa in faccia. Non si sente già dietro di lui il rumore dei passi del suo signore?". 33 Egli parlava ancora con loro, quando ecco scendere verso di lui il messaggero. E il re disse: "Ecco, questo male viene dall’Eterno; che ho più da sperare dall’Eterno?".

1 Und die Söhne der Propheten sprachen zu Elisa: Siehe doch, der Ort, wo wir vor dir wohnen, ist uns zu enge; 2 laß uns doch an den Jordan gehen und von dannen ein jeder einen Balken holen, und uns dort einen Ort herrichten, um daselbst zu wohnen. 3 Und er sprach: Gehet hin. Und einer sprach: Laß es dir doch gefallen und gehe mit deinen Knechten! Und er sprach: Ich will mitgehen. 4 Und er ging mit ihnen; und sie kamen an den Jordan und hieben die Bäume um. 5 Es geschah aber, als einer einen Balken fällte, da fiel das Eisen ins Wasser; und er schrie und sprach: Ach, mein Herr! und es war entlehnt! 6 Und der Mann Gottes sprach: Wohin ist es gefallen? Und er zeigte ihm die Stelle; da schnitt er ein Holz ab und warf es hinein und machte das Eisen schwimmen. 7 Und er sprach: Nimm es dir auf. Und er streckte seine Hand aus und nahm es.

8 Und der König von Syrien führte Krieg wider Israel; und er beriet sich mit seinen Knechten und sprach: An dem und dem Orte soll mein Lager sein. 9 Da sandte der Mann Gottes zum König von Israel und ließ ihm sagen: Hüte dich, diesen Ort zu vernachlässigen; And. üb.: an diesem Orte vorbeizuziehen denn dort kommen die Syrer herab. 10 Und der König von Israel sandte an den Ort, den der Mann Gottes ihm gesagt und vor dem er ihn gewarnt hatte, und er verwahrte sich daselbst; und das geschah nicht einmal und nicht zweimal. 11 Da wurde das Herz des Königs von Syrien über diese Sache beunruhigt; und er rief seine Knechte und sprach zu ihnen: Könnt ihr mir nicht kundtun, wer von den Unsrigen für den König von Israel ist? 12 Und einer von seinen Knechten sprach: Nicht doch, mein Herr König; sondern Elisa, der Prophet, der in Israel ist, tut dem König von Israel die Worte kund, die du in deinem Schlafgemach redest.

13 Da sprach er: Gehet hin und sehet, wo er ist; und ich werde hinsenden und ihn holen. Und es wurde ihm berichtet und gesagt: Siehe, er ist in Dothan. 14 Da sandte er Rosse und Wagen dorthin und ein starkes Heer; und sie kamen des Nachts und umzingelten die Stadt. 15 Und als der Diener des Mannes Gottes früh aufstand und hinaustrat, siehe da, ein Heer umringte die Stadt, und Rosse und Wagen. Und sein Knabe sprach zu ihm: Ach, mein Herr! Was Eig. wie sollen wir tun? 16 Aber er sprach: Fürchte dich nicht! denn mehr sind derer, die bei uns, als derer, die bei ihnen sind. 17 Und Elisa betete und sprach: Jehova, öffne doch seine Augen, daß er sehe! Da öffnete Jehova die Augen des Knaben; und er sah: und siehe, der Berg war voll feuriger Rosse und Wagen, rings um Elisa her. 18 Und sie kamen zu ihm herab; und Elisa betete zu Jehova und sprach: Schlage doch dieses Volk andereswo mit "Nation" übersetzt mit Blindheit! Und er schlug sie mit Blindheit nach dem Worte Elisas. 19 Und Elisa sprach zu ihnen: Dies ist nicht der Weg, und dies nicht die Stadt; folget mir, und ich werde euch zu dem Manne führen, den ihr suchet. Und er führte sie nach Samaria. 20 Und es geschah, als sie nach Samaria gekommen waren, da sprach Elisa: Jehova, öffne diesen die Augen, daß sie sehen! Da öffnete Jehova ihnen die Augen; und sie sahen: und siehe, sie waren mitten in Samaria. 21 Und der König von Israel sprach zu Elisa, als er sie sah: Soll ich schlagen, soll ich schlagen, mein Vater? 22 Aber er sprach: Du sollst nicht schlagen. Würdest du die schlagen, welche du mit deinem Schwerte und mit deinem Bogen gefangen genommen hättest? Setze ihnen Brot und Wasser vor, daß sie essen und trinken und dann zu ihrem Herrn ziehen. 23 Und er richtete ihnen ein großes Mahl zu, und sie aßen und tranken; und er entließ sie, und sie zogen zu ihrem Herrn. Und die Streifscharen der Syrer kamen hinfort nicht mehr in das Land Israel.

24 Und es geschah hernach, da versammelte Ben-Hadad, der König von Syrien, sein ganzes Heer, und zog herauf und belagerte Samaria. 25 Und es entstand eine große Hungersnot in Samaria; und siehe, sie belagerten es, bis ein Eselskopf achtzig Sekel Silber und ein Viertel Kab 1 Kab= der achtzehnte Teil eines Epha Taubenmist fünf Sekel Silber galt. 26 Und es geschah, als der König von Israel auf der Mauer einherging, da schrie ein Weib zu ihm und sprach: Hilf, mein Herr König! 27 Aber er sprach: Hilft dir Jehova nicht, woher sollte ich dir helfen? von der Tenne oder von der Kelter? 28 Und der König sprach zu ihr: Was ist dir? Und sie sprach: Dieses Weib da hat zu mir gesagt: Gib deinen Sohn her, daß wir ihn heute essen; und meinen Sohn wollen wir morgen essen. 29 Und so kochten wir meinen Sohn und aßen ihn. Und ich sprach zu ihr am anderen Tage: Gib deinen Sohn her, daß wir ihn essen! Aber sie hat ihren Sohn verborgen. 30 Und es geschah, als der König die Worte des Weibes hörte, da zerriß er seine Kleider, während er auf der Mauer einherging; und das Volk sah, und siehe, er trug Sacktuch darunter auf seinem Leibe. 31 Und er sprach: So soll mir Gott tun und so hinzufügen, wenn der Kopf Elisas, des Sohnes Saphats, heute auf ihm bleibt! 32 Und Elisa saß in seinem Hause, und die Ältesten saßen bei ihm. Und der König W. er sandte einen Mann vor sich her. Ehe der Bote zu ihm kam, sprach er aber zu den Ältesten: Habt ihr gesehen, daß dieser Mördersohn hergesandt hat, um mir den Kopf wegzunehmen? Sehet zu, sobald der Bote kommt, verschließet die Tür und dränget ihn mit der Tür hinweg! Ist nicht der Schall der Tritte seines Herrn hinter ihm? 33 Noch redete er mit ihnen, siehe, da kam der Bote zu ihm herab; und er d. h. wahrsch. der König sprach: Siehe, dieses Unglück ist von Jehova; was soll ich noch auf Jehova harren?

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