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Romanos 13

ELB71
La sottomissione alle autorità

1 Ogni persona sia sottoposta alle autorità superiori, perché non c’è autorità se non da Dio e le autorità che esistono sono istituite da Dio. 2 Perciò chi resiste all’autorità si oppone all’ordine di Dio e quelli che vi si oppongono si attireranno addosso una condanna, 3 poiché i magistrati non sono da temere per le opere buone, ma per le cattive. Vuoi non aver paura dell’autorità? Fail bene e riceverai lode da essa, 4 perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene, ma, se fai il male, temi, perché egli non porta la spada invano, infatti egli è un ministro di Dio, per infliggere una giusta punizione contro colui che fa il male. 5 Perciò è necessario stare sottomessi non soltanto a causa della punizione, ma anche per motivo di coscienza.

6 Poiché è anche per questa ragione che voi pagate le imposte, perché si tratta di ministri di Dio, i quali attendono continuamente a questo ufficio. 7 Rendete a tutti quel che dovete loro: l’imposta a chi è dovuta l’imposta, la tassa a chi la tassa, il timore a chi il timore, l’onore a chi l’onore.

Amore per il prossimo

8 Non abbiate altro debito con alcuno se non di amarvi gli uni gli altri, perché chi ama il prossimo ha adempiuto la legge. 9 Infatti il "non commettere adulterio", "non uccidere", "non rubare", "non concupire" e qualsiasi altro comandamento si riassumono in questa parola: "Ama il prossimo tuo come te stesso". 10 L’amore non fa alcun male al prossimo; l’amore, quindi, è l’adempimento della legge.

Vigilanza e purezza nella vita cristiana

11 E questo tanto più dovete fare, conoscendo il tempo nel quale siamo: è ora ormai che vi svegliate dal sonno, perché la salvezza ci è adesso più vicina di quando credemmo. 12 La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce. 13 Comportiamoci onestamente, come di giorno: non in gozzoviglie e ubriachezze, non in lussuria e dissolutezza, non in contese e invidie, 14 ma rivestitevi del Signore Gesù Cristo e non abbiate cura della carne per soddisfarne le concupiscenze.

1 Jede Seele unterwerfe sich den obrigkeitlichen Gewalten; denn es ist keine Obrigkeit, Eig. Gewalt; so auch v 2. 3 außer von Gott, und diese, welche sind, sind von Gott verordnet. 2 Wer sich daher der Obrigkeit widersetzt, widersteht der Anordnung Gottes; die aber widerstehen, werden ein Urteil O. Gericht über sich bringen. W. empfangen3 Denn die Regenten sind nicht ein Schrecken für das gute Werk, sondern für das böse. Willst du dich aber vor der Obrigkeit nicht fürchten? so übe das Gute, und du wirst Lob von ihr haben; 4 denn sie ist Gottes Dienerin, dir zum Guten. Wenn du aber das Böse übst, so fürchte dich, denn sie trägt das Schwert nicht umsonst; denn sie ist Gottes Dienerin, eine Rächerin zur Strafe W. zum Zorn für den, der Böses tut. 5 Darum ist es notwendig, untertan zu sein, nicht allein der Strafe W. des Zornes wegen, sondern auch des Gewissens wegen. 6 Denn dieserhalb entrichtet ihr auch Steuern; denn sie sind Gottes Beamte, die eben hierzu fortwährend beschäftigt sind.

7 Gebet allen, was ihnen gebührt: die Steuer, dem die Steuer, den Zoll, dem der Zoll, die Furcht, dem die Furcht, die Ehre, dem die Ehre gebührt. 8 Seid niemandem irgend etwas schuldig, als nur einander zu lieben; denn wer den anderen liebt, hat das Gesetz erfüllt. 9 Denn das: "Du sollst nicht ehebrechen, du sollst nicht töten, du sollst nicht stehlen, laß dich nicht gelüsten", und wenn es ein anderes Gebot gibt, ist in diesem Worte zusammengefaßt: "Du sollst deinen Nächsten lieben wie dich selbst". 3. Mose 19,1810 Die Liebe tut dem Nächsten nichts Böses. So ist nun die Liebe die Summe W. die Fülle des Gesetzes.

11 Und dieses noch, da wir die Zeit erkennen, daß die Stunde schon da ist, daß wir aus dem Schlaf aufwachen sollen; denn jetzt ist unsere Errettung O. uns die Errettung näher, als da wir geglaubt haben: 12 Die Nacht ist weit vorgerückt, und der Tag ist nahe. O. hat sich genaht Laßt uns nun die Werke der Finsternis ablegen und die Waffen des Lichts anziehen. 13 Laßt uns anständig wandeln wie am Tage; nicht in Schwelgereien und Trinkgelagen, nicht in Unzucht und Ausschweifungen, nicht in Streit und Neid; O. Eifersucht14 sondern ziehet den Herrn Jesus Christus an, und treibet nicht Vorsorge für das Fleisch zur Erfüllung seiner Lüste. O. zur Erregung seiner Lüste; w. zu Lüsten

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