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Cânticos 8

IRB20

1 네가 어미의 젖을 먹은 오라비 같았었더면 내가 밖에서 너를 만날 때에 입을 맞추어도 나를 업신여길 자가 없었을 것이라 2 내가 너를 이끌어 어미 집에 들이고 네게서 교훈을 받았으리라 나는 향기로운 석류즙으로 네게 마시웠겠고 3 너는 왼손으론 머리에 베개하고 오른손으론 나를 안았었으리라 4 예루살렘 여자들아 내가 너희에게 부탁한다 나의 사랑하는 자가 원하기 전에는 흔들지 말며 깨우지 말찌니라 5 사랑하는 자를 의지하고 거친 들에서 올라 오는 여자가 누구인고 너를 인하여 어미가 신고한, 너를 낳은 자가 애쓴 사과나무 아래서 내가 너를 깨웠노라

6 너는 나를 같이 마음에 품고 도장 같이 팔에 두라 사랑은 죽음 같이 강하고 투기는 음부 같이 잔혹하며 같이 일어나니 기세가 여호와의 불과 같으니라

7 사랑은 많은 물이 꺼치지 못하겠고 홍수라도 엄몰하지 못하나니 사람이 가산을 주고 사랑과 바꾸려 할찌라도 오히려 멸시를 받으리라 8 우리에게 있는 작은 누이는 아직도 유방이 없구나 그가 청혼함을 받는 날에는 우리가 그를 위하여 무엇을 할꼬

9 그가 성벽일찐대 우리는 망대를 위에 세울 것이요 그가 문일찐대 우리는 백향목 판자로 두르리라 10 나는 성벽이요 나의 유방은 망대 같으니 그러므로 나는 그의 보기에 화평을 얻은 같구나 11 솔로몬이 바알하몬에 포도원이 있어 지키는 자들에게 맡겨두고 그들로 각기 실과를 인하여서 일천을 바치게 하였구나 12 솔로몬 너는 일천을 얻겠고 실과 지키는 자도 이백을 얻으려니와 내게 속한 포도원은 앞에 있구나 13 동산에 거한 자야 동무들이 소리에 귀를 기울이니 나로 듣게 하려무나

14 나의 사랑하는 자야 너는 빨리 달리라 향기로운 산들에서 노루와도 같고 어린 사슴과도 같아여라

1 Oh, perché non sei tu come un mio fratello, allattato al seno di mia madre! Trovandoti fuori, ti bacerei, e nessuno mi disprezzerebbe. 2 Ti condurrei, ti introdurrei in casa di mia madre, tu mi ammaestreresti e io ti darei da bere del vino aromatico, del succo del mio melograno. 3 La sua sinistra sia sotto il mio capo, e la sua destra mi abbracci! 4 O figlie di Gerusalemme, io vi scongiuro, non svegliate, non svegliate l’amore mio, finché lei non lo desideri!

Epilogo

Le figlie di Gerusalemme:

5 Chi è colei che sale dal deserto appoggiata all’amico suo?

L’amata all’amato:

Io t’ho svegliato sotto il melo, dove tua madre ti ha partorito, dove colei che ti ha partorito, si è sgravata di te. 6 Mettimi come un sigillo sul tuo cuore, come un sigillo sul tuo braccio; perché l’amore è forte come la morte, la gelosia è dura come il soggiorno dei morti. I suoi ardori sono ardori di fuoco, fiamma dell’Eterno. 7 Le grandi acque non potrebbero spegnere l’amore, e dei fiumi non potrebbero sommergerlo. Se uno desse tutti i beni di casa sua in cambio dell’amore, sarebbe del tutto disprezzato.

Appendice finale

I fratelli dell’amata:

8 Noi abbiamo una piccola sorella, che non ha ancora seni; che faremo della nostra sorella, quando si tratterà di lei? 9 Se è un muro, costruiremo su di lei una torretta d’argento; se è un uscio, la chiuderemo con una tavola di cedro.

L’amata all’amato:

10 Io sono un muro e i miei seni sono come torri; io sono stata ai suoi occhi come colei che ha trovato pace. 11 Salomone aveva una vigna a Baal-Amon; egli affidò la vigna a dei guardiani, ognuno dei quali portava, come frutto, mille sicli d’argento. 12 La mia vigna, che è mia, la guardo io; tu, Salomone, tieni pure per te i tuoi mille sicli, e ne abbiano duecento quelli che guardano il frutto della tua!

L’amato all’amata:

13 O tu che dimori nei giardini, dei compagni stanno attenti alla tua voce! Fammela udire!

L’amata all’amato:

14 Fuggi, amico mio, come una gazzella o un cerbiatto, sui monti degli aromi!

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