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1 – Entro no meu jardim, minha irmã, minha noiva, colho a minha mirra e o meu bálsamo, como o meu favo com meu mel, bebo o meu vinho com o meu leite. Amigos, comei e bebei; inebriai-vos, ó caríssimos.
3 Tirei minha túnica; como irei revesti-la? Lavei os meus pés; por que sujá-los de novo?
4 Meu bem-amado passou a mão pela abertura (da porta) e o meu coração estremeceu.
5 Levantei-me para abrir ao meu amado; a mirra escorria de minhas mãos, de meus dedos a mirra líquida sobre os trincos do ferrolho.
6 Abri ao meu bem-amado, mas ele já se tinha ido, já tinha desaparecido; ouvindo-o falar, eu ficava fora de mim. Procurei-o e não o encontrei; chamei-o, mas ele não respondeu.
7 Os guardas encontraram-me, quando faziam sua ronda na cidade. Bateram-me, feriram-me, arrancaram-me o manto os guardas das muralhas.
8 Conjuro-vos, ó filhas de Jerusalém, se encontrardes o meu amado, que lhe haveis de dizer? Dizei-lhe que estou enferma de amor.
9 – Que tem o teu bem-amado a mais que os outros, ó tu, a mais bela das mulheres? Que tem o teu bem-amado a mais que os outros, para que assim nos conjures?
10 – Meu amado é forte e corado, distingue-se entre dez mil.
11 Sua cabeça é de ouro puro, seus cachos flexíveis são negros como o corvo.
12 Seus olhos são como pombas à beira dos regatos, banhando-se em leite, pousadas nas praias.
13 Suas faces são um jardim perfumado onde crescem plantas perfumadas. Seus lábios são lírios que destilam mirra líquida.
14 Suas mãos são argolas de ouro incrustadas de pedrarias. Seu corpo é um bloco de marfim recoberto de safiras.
15 Suas pernas são colunas de alabastro erguidas sobre pedestais de ouro puro. Seu aspecto é como o do Líbano, imponente como os cedros.
16 Sua boca é cheia de doçura, tudo nele é encanto. Assim é o meu amigo, tal é o meu amado, ó filhas de Jerusalém!
L’amato all’amata:
1 Sono venuto nel mio giardino, o mia sorella, o sposa mia; ho colto la mia mirra e i miei aromi; ho mangiato il mio favo di miele; ho bevuto il mio vino e il mio latte.
Le figlie di Gerusalemme:
Amici, mangiate, bevete, inebriatevi d’amore!
L’amata all’amato:
2 Io dormivo, ma il mio cuore vegliava. Sento la voce del mio amico, che bussa e dice: "Aprimi, sorella mia, amica mia, colomba mia, o mia perfetta! Poiché il mio capo è coperto di rugiada e le mie chiome sono piene di gocce della notte". 3 Io mi sono tolta la gonna; come me la rimetterei ancora? Mi sono lavata i piedi; come li sporcherei ancora? 4 L’amico mio ha passato la mano per il buco della porta, e le mie viscere si sono commosse per lui. 5 Mi sono alzata per aprire al mio amico, e le mie mani hanno stillato mirra, le mie dita mirra liquida, sulla maniglia della serratura. 6 Ho aperto all’amico mio, ma l’amico mio si era ritirato, era partito. Ero fuori di me mentre lui parlava; l’ho cercato, ma non l’ho trovato; l’ho chiamato, ma non mi ha risposto. 7 Le guardie che vanno attorno per la città mi hanno incontrata, mi hanno battuta, mi hanno ferita; le guardie delle mura mi hanno strappato il velo.
L’amata alle figlie di Gerusalemme:
8 Io vi scongiuro, o figlie di Gerusalemme, se trovate il mio amico, che gli direte? Che sono malata di amore.
Le figlie di Gerusalemme:
9 Che è dunque l’amico tuo, più di un altro amico, o più bella fra le donne? Che è dunque l’amico tuo, più di un altro amico, che così ci scongiuri?
L’amata alle figlie di Gerusalemme:
10 L’amico mio è bianco e vermiglio, e si distingue fra diecimila. 11 Il suo capo è oro finissimo, le sue chiome sono crespe, nere come il corvo. 12 I suoi occhi assomigliano a colombe in riva a dei ruscelli, lavati nel latte, montati nei castoni di un anello. 13 Le sue gote sono come un’aia di aromi, come aiuole di fiori profumati; le sue labbra sono gigli, e stillano mirra liquida. 14 Le sue mani sono anelli d’oro, incastonati di berilli; il suo corpo è di avorio lucente, coperto di zaffiri. 15 Le sue gambe sono colonne di marmo, fondate su basi d’oro puro. Il suo aspetto è come il Libano, superbo come i cedri; 16 il suo palato è tutto dolcezza, tutta la sua persona è un incanto. Tale è l’amor mio, tale è l’amico mio, o figlie di Gerusalemme.