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Eclesiastes 4

ELB71
I mali e i tormenti della vita

1 Mi sono messo poi a considerare tutte le oppressioni che si commettono sotto il sole; ed ecco, le lacrime degli oppressi, i quali non hanno chi li consoli: da parte dei loro oppressori c’è violenza, mentre quelli non hanno chi li consoli. 2 Perciò ho stimato i morti, che sono già morti, più felici dei vivi che sono tuttora vivi; 3 più felice degli uni e degli altri è colui che non è ancora venuto all’esistenza, e non ha ancora visto le azioni malvagie che si commettono sotto il sole.

4 Ho anche visto che ogni fatica e ogni buona riuscita nel lavoro provocano invidia dell’uno contro l’altro. Anche questo è vanità e un correre dietro al vento. 5 Lo stolto incrocia le braccia e divora la sua carne. 6 Vale più una mano piena, con riposo, che entrambe le mani piene con travaglio e corsa dietro al vento.

7 Inoltre, ho visto un’altra vanità sotto il sole: 8 un tale è solo, senza nessuno che gli stia vicino; non ha figlio fratello, e tuttavia si affatica senza fine, e i suoi occhi non si saziano mai di ricchezze. E non riflette: "Ma per chi dunque mi affatico e privo la mia anima di ogni bene?". Anche questa è una vanità e un’ingrata occupazione.

9 Due valgono più di uno solo, perché sono ben ricompensati della loro fatica. 10 Poiché, se l’uno cade, l’altro rialza il suo compagno; ma guai a chi è solo e cade senza avere un altro che lo rialzi! 11 Così pure, se due dormono assieme, si riscaldano, ma chi è solo come farà a riscaldarsi? 12 E se uno tenta di sopraffare chi è solo, due gli terranno testa; una corda a tre capi non si rompe così presto.

13 Meglio un ragazzo povero e saggio, di un re vecchio e stolto che non sa più ascoltare consigli. 14 È uscito di prigione per essere re: egli, che era nato povero nel suo futuro regno. 15 Ho visto tutti i viventi che vanno e vengono sotto il sole unirsi al ragazzo che doveva succedere al re e regnare al suo posto. 16 Era una moltitudine immensa quella di cui egli era alla testa; eppure, quelli che verranno in seguito non si rallegreranno di lui! Anche questo è vanità e un correre dietro al vento.

1 Und ich wandte mich und sah O. Und wiederum sah ich; so auch V. 7 alle die Bedrückungen, welche unter der Sonne geschehen: und siehe, da waren Tränen der Bedrückten, und sie hatten keinen Tröster; und von der Hand ihrer Bedrücker ging Gewalttat aus, und sie hatten keinen Tröster. 2 Und ich pries die Toten, die längst gestorben, mehr als die Lebenden, welche jetzt noch leben; 3 und glücklicher als beide pries ich den, der noch nicht gewesen ist, der das böse Tun nicht gesehen hat, welches unter der Sonne geschieht.

4 Und ich sah all die Mühe und all die Geschicklichkeit in der Arbeit, daß es Eifersucht des einen gegen den anderen ist. Auch das ist Eitelkeit und ein Haschen nach Wind. - 5 Der Tor faltet seine Hände und verzehrt sein eigenes Fleisch. - 6 Besser eine Hand voll Ruhe, als beide Fäuste voll Mühe O. Arbeit und Haschen nach Wind.

7 Und ich wandte mich und sah Eitelkeit unter der Sonne: 8 Da ist ein einzelner und kein zweiter, auch hat er weder Sohn noch Bruder, und all seiner Mühe ist kein Ende; gleichwohl werden seine Augen des Reichtums nicht satt: "Für wen mühe ich mich doch, und lasse meine Seele Mangel leiden am Guten?" Auch das ist Eitelkeit und ein übles Geschäft S. die Anm. zu Kap. 1,13 .9 Zwei sind besser daran als einer, weil sie eine gute Belohnung für ihre Mühe haben; 10 denn wenn sie fallen, so richtet der eine seinen Genossen auf. Wehe aber dem einzelnen, welcher fällt, ohne daß ein zweiter da ist, um ihn aufzurichten! 11 Auch wenn zwei beieinander liegen, so werden sie warm; der einzelne aber, wie will er warm werden? 12 Und wenn jemand den einzelnen Eig. ihn, den einzelnen gewalttätig angreift, so werden ihm die zwei widerstehen; und eine dreifache Schnur zerreißt nicht so bald.

13 Besser ein armer und weiser Jüngling als ein alter und törichter König, der nicht mehr weiß, sich warnen zu lassen. 14 Denn aus dem Hause der Gefangenen ging er hervor, um König zu sein, obwohl er im Königreiche jenes arm geboren war. 15 Ich sah alle Lebenden, die unter der Sonne wandeln, mit dem Jünglinge, dem zweiten, welcher an jenes Stelle treten sollte: 16 kein Ende all des Volkes, aller derer, welchen er vorstand; dennoch werden die Nachkommen sich seiner nicht freuen. Denn auch das ist Eitelkeit und ein Haschen nach Wind.

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