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Romanos 9

IRB20

1 내가 그리스도 안에서 참말을 하고 거짓말을 아니하노라 내게 근심이 있는 것과 마음에 그치지 않는 고통이 있는 것을 양심이 성령 안에서 나로 더불어 증거하노니 2 (1절에 포함되어 있음) 3 나의 형제 골육의 친척을 위하여 자신이 저주를 받아 그리스도에게서 끊어질찌라도 원하는 바로라 4 저희는 이스라엘 사람이라 저희에게는 양자 됨과 영광과 언약들과 율법을 세우신 것과 예배와 약속들이 있고 5 조상들도 저희 것이요 육신으로 하면 그리스도가 저희에게서 나셨으니 저는 만물 위에 계셔 세세에 찬양을 받으실 하나님이시니라 아멘 6 또한 하나님의 말씀이 폐하여진 같지 않도다 이스라엘에게서 그들이 이스라엘이 아니요

7 또한 아브라함의 씨가 자녀가 아니라 오직 이삭으로부터 자라야 씨라 칭하리라 하셨으니 8 육신의 자녀가 하나님의 자녀가 아니라 오직 약속의 자녀가 씨로 여기심을 받느니라 9 약속의 말씀은 이것이라 명년 때에 내가 이르리니 사라에게 아들이 있으리라 하시니라 10 이뿐 아니라 또한 리브가가 우리 조상 이삭 사람으로 말미암아 잉태하였는데 11 자식들이 아직 나지도 아니하고 무슨 선이나 악을 행하지 아니한 때에 택하심을 따라 되는 하나님의 뜻이 행위로 말미암지 않고 오직 부르시는 이에게로 말미암아 서게 하려 하사 12 리브가에게 이르시되 자가 어린 자를 섬기리라 하셨나니 13 기록된바 내가 야곱은 사랑하고 에서는 미워하였다 하심과 같으니라 14 그런즉 우리가 무슨 하리요 하나님께 불의가 있느뇨 그럴 없느니라

15 모세에게 이르시되 내가 긍휼히 여길 자를 긍휼히 여기고 불쌍히 여길 자를 불쌍히 여기리라 하셨으니 16 그런즉 원하는 자로 말미암음도 아니요 달음박질하는 자로 말미암음도 아니요 오직 긍휼히 여기시는 하나님으로 말미암음이니라 17 성경이 바로에게 이르시되 내가 일을 위하여 너를 세웠으니 너로 말미암아 능력을 보이고 이름이 땅에 전파되게 하려 함이로라 하셨으니 18 그런즉 하나님께서 하고자 하시는 자를 긍휼히 여기시고 하고자 하시는 자를 강퍅케 하시느니라 19 네가 내게 말하기를 그러면 하나님이 어찌하여 허물하시느뇨 누가 뜻을 대적하느뇨 하리니 20 사람아 네가 뉘기에 감히 하나님을 힐문하느뇨 지음을 받은 물건이 지은 자에게 어찌 나를 이같이 만들었느냐 말하겠느뇨 21 토기장이가 진흙 덩이로 하나는 귀히 그릇을, 하나는 천히 그릇을 만드는 권이 없느냐 22 만일 하나님이 진노를 보이시고 능력을 알게 하고자 하사 멸하기로 준비된 진노의 그릇을 오래 참으심으로 관용하시고 23 또한 영광 받기로 예비하신바 긍휼의 그릇에 대하여 영광의 부요함을 알게 하고자 하셨을찌라도 무슨 하리요 24 그릇은 우리니 유대인 중에서 뿐아니라 이방인 중에서도 부르신 자니라 25 호세아 글에도 이르기를 내가 백성 아닌 자를 백성이라, 사랑치 아니한 자를 사랑한 자라 부르리라 26 너희는 백성이 아니라 곳에서 저희가 살아 계신 하나님의 아들이라 부름을 얻으리라 함과 같으니라 27 이사야가 이스라엘에 관하여 외치되 이스라엘 뭇자손의 수가 비록 바다의 모래 같을찌라도 남은 자만 구원을 얻으리니 28 주께서 위에서 말씀을 이루사 필하시고 끝내시리라 하셨느니라 29 또한 이사야가 미리 말한바 만일 만군의 주께서 우리에게 씨를 남겨 두시지 아니하셨더면 우리가 소돔과 같이 되고 고모라와 같았으리로다 함과 같으니라 30 그런즉 우리가 무슨 하리요 의를 좇지 아니한 이방인들이 의를 얻었으니 믿음에서 의요 31 의의 법을 좇아간 이스라엘은 법에 이르지 못하였으니 32 어찌 그러하뇨 이는 저희가 믿음에 의지하지 않고 행위에 의지함이라 부딪힐 돌에 부딪혔느니라 33 기록된바 보라 내가 부딪히는 돌과 거치는 반석을 시온에 두노니 저를 믿는 자는 부끄러움을 당치 아니하리라 함과 같으니라

Il problema della reiezione d’Israele

1 Io dico la verità in Cristo, non mento, la mia coscienza me lo attesta per lo Spirito Santo: 2 ho una grande tristezza e un continuo dolore nel mio cuore, 3 perché vorrei essere io stesso anatema, separato da Cristo, per amore dei miei fratelli, miei parenti secondo la carne, 4 che sono Israeliti, ai quali appartengono l’adozione, la gloria, i patti, la legislazione, il culto e le promesse, 5 ai quali appartengono i padri e dai quali è venuto, secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno. Amen!

6 Però non è che la parola di Dio sia caduta a terra, perché non tutti i discendenti da Israele sono Israele, 7 per il fatto che sono discendenza di Abraamo, sono tutti figli di Abraamo, anzi: "In Isacco ti sarà nominata una discendenza". 8 Cioè, non i figli della carne sono figli di Dio, ma i figli della promessa sono considerati come discendenza. 9 Poiché questa è la parola della promessa: "In questa stagione io verrò, e Sara avrà un figlio". 10 Non solo, ma anche a Rebecca avvenne la medesima cosa quando ebbe concepito da uno stesso uomo, vale a dire Isacco nostro padre, due gemelli, 11 poiché, prima che fossero nati e che avessero fatto alcunché di bene o di male, affinché rimanesse fermo il proponimento dell’elezione di Dio, che dipende non dalle opere ma da colui che chiama, 12 le fu detto: "Il maggiore servirà al minore"; 13 com’è scritto: "Ho amato Giacobbe, ma ho odiato Esaù".

Sovranità e grazia divine

14 Che diremo dunque? Vi è forse ingiustizia in Dio? Assolutamente no! 15 Poiché egli dice a Mosè: "Io avrò misericordia di chi avrò misericordia, e avrò compassione di chi avrò compassione". 16 Non dipende dunque da chi vuole da chi corre, ma da Dio che fa misericordia. 17 Poiché la Scrittura dice a Faraone: "Appunto per questo ti ho suscitato: per mostrare in te la mia potenza e perché il mio nome sia proclamato per tutta la terra". 18 Così dunque egli fa misericordia a chi vuole, e indurisce chi vuole.

19 Tu allora mi dirai: "Perché rimprovera egli ancora? Poiché chi può resistere alla sua volontà?". 20 Piuttosto, o uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa formata dirà a colui che la formò: "Perché mi facesti così?". 21 Il vasaio non è forse padrone dell’argilla per trarre dalla stessa pasta un vaso per uso nobile e un altro per uso ignobile? 22 Che c’è da contestare se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta pazienza dei vasi d’ira preparati per la perdizione 23 e se, per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso dei vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria, 24 li ha anche chiamati (parlo di noi) non soltanto fra i Giudei ma anche fra i Gentili? 25 Così egli dice anche in Osea: "Io chiamerò mio popoloquello che non era mio popolo, e amataquella che non era amata"; 26 e "avverrà che nel luogo dov’era loro stato detto: Voi non siete mio popolo, saranno chiamati figli del Dio vivente". 27 E Isaia esclama riguardo a Israele:

"Quand’anche il numero dei figli d’Israele fosse come la sabbia del mare, soltanto il resto sarà salvato;28 perché il Signore eseguirà la sua parola sulla terra, in modo completo e rapido".

29 E come Isaia aveva già detto prima:

"Se il Signore degli eserciti non ci avesse lasciato un seme, saremmo diventati come Sodoma e saremmo stati simili a Gomorra".

Israele e la Pietra d’inciampo

30 Che diremo dunque? Diremo che i Gentili, i quali non cercavano la giustizia, hanno conseguito la giustizia, ma la giustizia che viene dalla fede, 31 mentre Israele, che cercava una legge che lo avrebbe condotto alla giustizia, non ha conseguito quella legge. 32 Perché? Perché l’ha cercata non per fede, ma per opere. Essi hanno urtato nella pietra d’inciampo, 33 come è scritto:

"Ecco, io pongo in Sion un sasso d’inciampo e una pietra di scandalo; ma chi crede in lui non sarà svergognato".

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