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Deuteronômio 9

IRB20

1 "Ouve, Israel: Hoje passarás o Jordão para despojar nações maiores e mais fortes do que tu, cidades importantes cujas muralhas sobem até o céu,

2 um povo forte e de alta estatura, descendente dos enacim, que conheces e dos quais ouviste dizer: Quem poderá enfrentar os filhos de Enac?.

3 Sabe, pois, hoje, que o Senhor, teu Deus, marcha diante de ti como um fogo devorador. É ele quem os destruirá e os esmagará diante de ti, de tal forma que tu os despojarás e os aniquilarás prontamente, como o Senhor te prometeu.

4 Depois que o Senhor, teu Deus, os tiver expulsado de diante de ti, não digas no teu coração: Por causa de minha justiça é que o Senhor me introduziu na posse dessa terra. Porque é por causa da perversidade dessas nações que o Senhor as despoja diante de ti.

5 Não é pela tua justiça nem pela retidão do teu coração que entrarás na posse de suas terras, mas é por causa da perversidade dessas nações que o Senhor as despoja diante de ti. E é também porque o Senhor, teu Deus, quer cumprir a palavra que deu com juramento a teus pais, Abraão, Isaac e Jacó.

6 Sabe, pois, que não é pela tua justiça que o Senhor, teu Deus, te a posse dessa terra excelente, porque és um povo de cabeça dura.

7 Lembra-te, não te esqueças de que modo irritaste o Senhor, teu Deus, no deserto. Desde o dia em que saíste do Egito até que chegaste a este lugar, não cessaste de ser rebelde ao Senhor.

8 Em Horeb, o provocaste de tal forma que ele, irado, quis aniquilar-te.

9 Quando eu subi ao monte para receber as tábuas de pedra, as tábuas da alian­ça que o Senhor fez convosco, permaneci no monte quarenta dias e quarenta noites, sem comer pão nem beber água.

10 E o Senhor entregou-me as duas tábuas de pedra escritas com o dedo de Deus, nas quais estavam gravadas todas as palavras que o Senhor vos tinha dirigido no monte, no meio do fogo, no dia da assembleia.

11 Passados quarenta dias e quarenta noites, o Senhor entregou-me as duas tábuas de pedra, as tábuas da aliança.

12 O Senhor disse-me: Vamos, desce prontamente daqui, porque o teu povo que tiraste do Egito corrompeu-se. Depressa se desviaram do caminho que lhes mandei seguir: fabricaram para si um ídolo fundido.

13 Vejo continuou o Senhor, que essa nação é um povo de cabeça dura.

14 Deixa que eu o aniquile e apague o seu nome de debaixo do céu. Farei de ti uma nação mais forte e mais numerosa do que esta.

15 Tendo eu descido do monte, o qual ardia em fogo, trazendo na mão as duas tábuas da aliança,

16 verifiquei que vós tínheis de fato pecado contra o Senhor, vosso Deus, fabricando-vos um bezerro de metal fundido, e desviando-vos assim tão depressa do caminho que vos tinha traçado o Senhor.

17 Arrojei então de minhas mãos as duas tábuas e quebrei-as à vossa vista.

18 Prostrei-me em seguida diante do Senhor, como antes, e estive quarenta dias e quarenta noites sem comer pão, nem beber água, por causa de todos os pecados que tínheis cometido, fazendo o que é mau aos olhos do Senhor, e provocando-o à ira.

19 Eu estava aterrado vendo o furor do Senhor contra ti, a ponto de te querer destruir. Entretanto, ainda desta vez ele me ouviu.

20 Também contra Aarão o Senhor estava de tal forma irado que queria matá-lo, mas eu intercedi também por Aarão.

21 Quanto ao objeto de vosso pecado, o bezerro que tínheis feito, tomei-o, atirei-o ao fogo e o fiz em pedaços, esmagando-o até que fosse reduzido a ; e joguei esse na torrente que desce da montanha.

22 Provocastes também o Senhor em Tabera, em Massa e em Quibrot-Hataava.

23 Quando o Senhor quis que partísseis de Cades Barne, dizendo: Subi e tomai posse da terra que vos dei, vós vos rebelastes contra a ordem do Senhor, desconfiando dele e não ouvistes a sua voz.

24 Desde que vos conheço, fostes sempre rebeldes ao Senhor.

25 Fiquei, portanto, quarenta dias e quarenta noites prostrado diante do Senhor, porque vos queria aniquilar.

26 Orando, eu disse-lhe: Senhor Javé, não des­truais vosso povo, vossa herança, que res­gatastes com a vossa grandeza e tirastes do Egito com mão forte.

27 Lembrai-vos de vossos servos Abraão, Isaac e Jacó. Não olheis para a dureza desse povo, para sua maldade e seu pecado,

28 para que os ha­bitantes da terra de onde nos tirastes não digam: O Senhor não podia introduzi-los na terra que lhes tinha prometido, ou então: ele os odiava, e por isso tirou-os, a fim de matá-los no deserto.

29 E não obstante, eles são o vosso povo, a vossa herança, que tirastes do Egito com a vossa grande força e com o vosso braço estendido."

Mosè ricorda che se Dio agli Israeliti il paese di Canaan non è per la loro giustizia, ma per la malvagità dei Cananei

1 Ascolta, Israele! Oggi tu stai per passare il Giordano per andare a impadronirti di nazioni più grandi e più potenti di te, di città grandi e fortificate fino al cielo, 2 di un popolo grande e alto di statura, dei figli degli Anachim che tu conosci, e dei quali hai sentito dire: Chi mai può resistere ai figli di Anac?. 3 Sappi dunque oggi che l’Eterno, il tuo Dio, è colui che marcerà alla tua testa, come un fuoco divorante; egli li distruggerà e li abbatterà davanti a te; tu li scaccerai e li farai perire in un attimo, come l’Eterno ti ha detto. 4 Quando l’Eterno, il tuo Dio, li avrà scacciati davanti a te, non dire nel tuo cuore: È per la mia giustizia che l’Eterno mi ha fatto entrare in possesso di questo paese; poiché l’Eterno scaccia, davanti a te, queste nazioni per la loro malvagità. 5 No, tu non entri in possesso del loro paese a motivo della tua giustizia, a motivo della rettitudine del tuo cuore; ma l’Eterno, il tuo Dio, sta per scacciare quelle nazioni davanti a te per la loro malvagità e per mantenere la parola giurata ai tuoi padri, ad Abraamo, a Isacco e a Giacobbe. 6 Sappi, dunque, che l’Eterno, il tuo Dio, non ti il possesso di questo buon paese a motivo della tua giustizia, poiché tu sei un popolo di collo duro. 7 Ricordati, non dimenticare come hai provocato all’ira l’Eterno, il tuo Dio, nel deserto. Dal giorno che uscisti dal paese d’Egitto, fino al vostro arrivo in questo luogo, siete stati ribelli all’Eterno. 8 Anche a Oreb provocaste all’ira l’Eterno; e l’Eterno si adirò contro di voi, al punto di volervi distruggere. 9 Quando io salii sul monte a prendere le tavole di pietra, le tavole del patto che l’Eterno aveva stabilito con voi, io rimasi sul monte quaranta giorni e quaranta notti, senza mangiare pane bere acqua; 10 e l’Eterno mi diede le due tavole di pietra, scritte con il dito di Dio, sulle quali stavano tutte le parole che l’Eterno vi aveva detto sul monte, di mezzo al fuoco, il giorno dell’adunanza. 11 E fu alla fine dei quaranta giorni e delle quaranta notti che l’Eterno mi diede le due tavole di pietra, le tavole del patto. 12 Poi l’Eterno mi disse: Alzati, scendi immediatamente di qui, perché il tuo popolo che hai fatto uscire dall’Egitto si è corrotto; hanno ben presto lasciato la via che io avevo loro ordinato di seguire; si sono fatti una immagine di metallo fuso. 13 L’Eterno mi parlò ancora, dicendo: Io l’ho visto questo popolo; ecco, è un popolo di collo duro; 14 lasciami fare, io li distruggerò e cancellerò il loro nome sotto il cielo, e farò di te una nazione più potente e più grande di loro. 15 Così io mi voltai e scesi dal monte, dal monte tutto in fiamme, tenendo nelle mie due mani le due tavole del patto. 16 Guardai, ed ecco che avevate peccato contro l’Eterno, il vostro Dio; vi eravate fatti un vitello di metallo fuso; avevate ben presto lasciato la via che l’Eterno vi aveva ordinato di seguire. 17 Allora afferrai le due tavole, le gettai dalle mie mani, e le spezzai sotto i vostri occhi. 18 Poi mi prostrai davanti all’Eterno, come avevo fatto la prima volta, per quaranta giorni e per quaranta notti; non mangiai pane bevvi acqua, a causa del gran peccato che avevate commesso, facendo ciò che è male agli occhi dell’Eterno, per irritarlo. 19 Poiché io avevo paura nel vedere l’ira e il furore con cui l’Eterno si era acceso contro di voi, al punto di volervi distruggere. Ma l’Eterno mi esaudì anche questa volta. 20 L’Eterno si adirò anche fortemente contro Aaronne, al punto di volerlo far perire, e io pregai in quell’occasione anche per Aaronne. 21 Poi presi l’oggetto del vostro peccato, il vitello che avevate fatto, lo diedi alle fiamme, lo feci a pezzi, frantumandolo finché fosse ridotto in polvere, e buttai quella polvere nel torrente che scende dal monte. 22 Anche a Tabera, a Massa e a Chibrot-Attaava voi irritaste l’Eterno. 23 E quando l’Eterno vi volle far partire da Cades-Barnea, dicendo: Salite e impossessatevi del paese che io vi do, voi vi ribellaste all’ordine dell’Eterno, del vostro Dio, non aveste fede in lui, e non ubbidiste alla sua voce. 24 Siete stati ribelli all’Eterno, dal giorno che vi conobbi. 25 Io stetti dunque così prostrato davanti all’Eterno quei quaranta giorni e quelle quaranta notti, perché l’Eterno aveva detto di volervi distruggere. 26 E pregai l’Eterno e dissi: O Signore, o Eterno, non distruggere il tuo popolo, la tua eredità, che hai redento nella tua grandezza, che hai fatto uscire dall’Egitto con mano potente. 27 Ricordati dei tuoi servi, Abraamo, Isacco e Giacobbe; non guardare alla caparbietà di questo popolo, alla sua malvagità e al suo peccato, 28 affinché il paese da dove ci hai tratti fuori non dica: Siccome l’Eterno non era capace di introdurli nella terra che aveva loro promesso, e siccome li odiava, li ha fatti uscire di qui per farli morire nel deserto. 29 Tuttavia, essi sono il tuo popolo, la tua eredità, che tu traesti fuori dall’Egitto con la tua grande potenza e con il tuo braccio steso.

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