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1 Samuel 14

ELB71
Vittoria di Gionatan. Temerario giuramento di Saul

1 Un giorno, Gionatan, figlio di Saul, disse al suo giovane scudiero: "Vieni, andiamo verso la guarnigione dei Filistei, che è dall’altra parte". Ma non disse nulla a suo padre. 2 Saul stava allora all’estremità di Ghibea sotto il melograno di Migron, e la gente che aveva con ammontava a circa seicento uomini; 3 e Aia, figlio di Aitub, fratello d’Icabod, figlio di Fineas, figlio di Eli sacerdote dell’Eterno a Silo, indossava l’efod. Il popolo non sapeva che Gionatan se ne fosse andato. 4 Fra i passi attraverso i quali Gionatan cercava di arrivare alla guarnigione dei Filistei, c’era una sporgenza di roccia da una parte e una sporgenza di roccia dall’altra parte: una si chiamava Boses e l’altra Sene. 5 Una di queste sporgenze di roccia sorgeva a nord, di fronte a Micmas, e l’altra a mezzogiorno, di fronte a Ghibea. 6 Gionatan disse al suo giovane scudiero: "Vieni, andiamo verso la guarnigione di questi incirconcisi; forse l’Eterno agirà per noi, poiché nulla può impedire all’Eterno di salvare con molta o con poca gente". 7 Il suo scudiero gli rispose: "Fatutto quello che ti sta nel cuore; vapure; ecco, io sono con te dove il cuore ti conduce". 8 Allora Gionatan disse: "Ecco, noi andremo verso quella gente e ci mostreremo a loro. 9 Se ci dicono: Fermatevi finché veniamo da voi, ci fermeremo al nostro posto, e non saliremo fino a loro; 10 ma se ci dicono: Venite su da noi, saliremo, perché l’Eterno li avrà dati nelle nostre mani. Questo ci servirà di segno". 11 Così si mostrarono entrambi alla guarnigione dei Filistei; e i Filistei dissero: "Ecco gli Ebrei che escono dalle grotte dove si erano nascosti!". 12 E gli uomini della guarnigione, rivolgendosi a Gionatan e al suo scudiero, dissero: "Venite su da noi, e vi faremo sapere qualcosa". Gionatan disse al suo scudiero: "Sali dietro a me, poiché l’Eterno li ha dati nelle mani d’Israele". 13 Gionatan salì, arrampicandosi con le mani e con i piedi, seguito dal suo scudiero. E i Filistei caddero davanti a Gionatan; e lo scudiero dietro di lui li finiva. 14 In questa prima disfatta, inflitta da Gionatan e dal suo scudiero, caddero circa venti uomini, sullo spazio di circa mezzo iugero di terra. 15 Allora lo spavento si sparse nell’accampamento, nella campagna e fra tutto il popolo; la guarnigione e anche i razziatori furono spaventati; il paese tremò, fu uno spavento di Dio. 16 Le sentinelle di Saul a Ghibea di Beniamino guardarono e videro la moltitudine che sbandava e fuggiva qua e . 17 Allora Saul disse alla gente che era con lui: "Fate la rassegna e vedete chi se n’è andato da noi". E, fatta la rassegna, ecco che mancavano Gionatan e il suo scudiero. 18 Saul allora disse ad Aia: "Faaccostare l’arca di Dio!", poiché l’arca di Dio allora era con i figli d’Israele. 19 E mentre Saul parlava con il sacerdote, il tumulto andava aumentando nell’accampamento dei Filistei; e Saul disse al sacerdote: "Ritira la mano!". 20 Poi Saul e tutto il popolo che era con lui si radunarono e avanzarono fino al luogo della battaglia; ed ecco che la spada dell’uno era rivolta contro l’altro, e la confusione era grandissima. 21 Ora gli Ebrei, che già prima si trovavano con i Filistei ed erano saliti con loro all’accampamento dal paese circostante, si voltarono e anche loro si unirono con gli Israeliti che erano con Saul e con Gionatan. 22 Anche tutti gli Israeliti che si erano nascosti nella regione montuosa di Efraim, quando udirono che i Filistei fuggivano, si misero a inseguirli per combatterli. 23 In quel giorno l’Eterno salvò Israele, e la battaglia si estese fin oltre Bet-Aven. 24 Gli uomini d’Israele, in quel giorno, erano sfiniti; ma Saul fece fare al popolo questo giuramento: "Maledetto l’uomo che toccherà cibo prima di sera, prima che io mi sia vendicato dei miei nemici". E nessuno del popolo toccò cibo. 25 Tutto il popolo giunse a una foresta, dove c’era del miele per terra. 26 E quando il popolo entrò nella foresta, vide il miele che colava; ma nessuno si portò la mano alla bocca, perché il popolo rispettava il giuramento. 27 Ma Gionatan non aveva sentito quando suo padre aveva fatto giurare il popolo e stese la punta del bastone che teneva in mano, la intinse nel miele che colava, portò la mano alla bocca, e gli si rischiarò la vista. 28 Uno del popolo, rivolgendosi a lui, gli disse: "Tuo padre ha espressamente fatto fare al popolo questo giuramento: Maledetto l’uomo che toccherà oggi cibo, benché il popolo fosse estenuato". 29 Allora Gionatan disse: "Mio padre ha recato un danno al paese; vedete come l’aver gustato un podi questo miele mi ha rischiarato la vista! 30 Ah, se il popolo avesse oggi mangiato a volontà del bottino che ha trovato presso i nemici! Non si sarebbe forse fatto una più grande strage dei Filistei?". 31 Essi dunque sconfissero quel giorno i Filistei da Micmas ad Aialon; il popolo era estenuato, e si gettò sul bottino; 32 prese pecore, buoi e vitelli, li sgozzò sul suolo e li mangiò con il sangue. 33 Questo fu riferito a Saul e gli fu detto: "Ecco, il popolo pecca contro l’Eterno, mangiando carne con il sangue". Ed egli disse: "Voi avete commesso un’infedeltà; rotolate subito qua presso di me una grande pietra". 34 Saul soggiunse: "Andate in mezzo al popolo e dite a ognuno di condurmi qua il suo bue e la sua pecora e di sgozzarli qui; poi mangiate e non peccate contro l’Eterno, mangiando carne con sangue!". E, quella notte, ognuno del popolo condusse di propria mano il suo bue e lo sgozzò in quel luogo. 35 Saul costruì un altare all’Eterno: questo fu il primo altare che egli costruì all’Eterno. 36 Poi Saul disse: "Scendiamo nella notte a inseguire i Filistei, saccheggiamoli fino alla mattina e facciamo in modo che non ne scampi neanche uno". Il popolo rispose: "Fatutto quello che ti sembra bene". Allora il sacerdote disse: "Avviciniamoci qui a Dio". 37 Saul consultò Dio, dicendo: "Devo scendere a inseguire i Filistei? Li darai tu nelle mani d’Israele?", ma questa volta Iddio non gli diede nessuna risposta. 38 Saul disse: "Avvicinatevi qua, voi tutti capi del popolo, riconoscete e vedete in cosa consista il peccato commesso quest’oggi! 39 Poiché, com’è vero che l’Eterno, il salvatore d’Israele, vive, anche se il colpevole fosse Gionatan mio figlio, egli dovrà morire". Ma in tutto il popolo non ci fu nessuno che gli rispondesse. 40 Allora egli disse a tutto Israele: "Mettetevi da un lato, io e Gionatan mio figlio staremo dall’altro". E il popolo disse a Saul: "Faquello che ti sembra bene". 41 Saul disse all’Eterno: "Dio d’Israele, faconoscere la verità!". E Gionatan e Saul furono designati dalla sorte, e il popolo scampò. 42 Poi Saul disse: "Tirate a sorte fra me e Gionatan mio figlio". E Gionatan fu designato. 43 Allora Saul disse a Gionatan: "Dimmi quello che hai fatto". E Gionatan glielo confessò, e disse: ", io ho assaggiato un podi miele, con la punta del bastone che avevo in mano; eccomi qui: morirò!". 44 Saul disse: "Mi tratti Iddio con tutto il suo rigore, se non andrai a morte, Gionatan!". 45 E il popolo disse a Saul: "Gionatan, che ha compiuto questa grande liberazione in Israele, dovrebbe morire? Non sia mai! Com’è vero che l’Eterno vive, non cadrà a terra un capello del suo capo; poiché oggi egli ha operato con Dio!". Così il popolo salvò Gionatan, che non fu messo a morte. 46 Poi Saul tornò dall’inseguimento dei Filistei, e i Filistei se ne tornarono al loro paese. 47 Ora Saul, quando ebbe preso possesso del suo regno in Israele, mosse guerra a tutti i suoi nemici circostanti: a Moab, ai figli di Ammon, a Edom, ai re di Soba e ai Filistei e dovunque si volgeva, vinceva. 48 Mostrò il suo valore; sconfisse gli Amalechiti e liberò Israele dalle mani di quelli che lo depredavano. 49 I figli di Saul erano: Gionatan, Isvi e Malchisua; e delle sue due figlie, la primogenita si chiamava Merab e la minore Mical. 50 Il nome della moglie di Saul era Ainoam, figlia di Aimaaz, e il nome del capitano del suo esercito era Abner, figlio di Ner, zio di Saul. 51 E Chis, padre di Saul, e Ner, padre di Abner, erano figli di Abiel. 52 Per tutto il tempo di Saul, ci fu una guerra accanita contro i Filistei e, quando Saul scorgeva un uomo forte e valoroso, lo prendeva con .

1 Und es geschah eines Tages, da sprach Jonathan, der Sohn Sauls, zu dem Knaben, der seine Waffen trug: Komm und laß uns hinübergehen zu der Aufstellung der Philister, die dort drüben ist. Seinem Vater aber tat er es nicht kund. 2 Und Saul saß am Ende von Gibea, unter dem Granatbaum, der zu Migron ist; O. war und des Volkes, das bei ihm war, war bei sechshundert Mann. 3 (Und Ahija, der Sohn Ahitubs, des Bruders Jkabods, des Sohnes Pinehas, des Sohnes Elis, des Priesters Jehovas zu Silo, trug das Ephod.) Und das Volk wußte nicht, daß Jonathan weggegangen war. 4 Es war aber zwischen den Pässen, durch welche Jonathan zu der Aufstellung der Philister hinüberzugehen suchte, eine Felszacke auf dieser Seite und eine Felszacke auf jener Seite: der Name der einen war Bozez, und der Name der anderen Sene; 5 die eine Zacke bildet eine Säule nordwärts, Mikmas gegenüber, und die andere südwärts, Geba gegenüber. 6 Und Jonathan sprach zu dem Knaben, der seine Waffen trug: Komm und laß uns hinübergehen zu der Aufstellung dieser Unbeschnittenen; vielleicht wird Jehova für uns wirken, denn für Jehova gibt es kein Hindernis, durch viele zu retten oder durch wenige. 7 Und sein Waffenträger sprach zu ihm: Tue alles, was in deinem Herzen ist; wende dich, wohin du willst, siehe, ich bin mit dir nach deinem Herzen. 8 Und Jonathan sprach: Siehe, wir gehen zu den Männern hinüber und wollen uns ihnen zeigen. 9 Wenn sie so zu uns sprechen: Stehet still, bis wir zu euch gelangen! so wollen wir auf unserer Stelle stehen bleiben und nicht zu ihnen hinaufgehen; 10 wenn sie aber so sprechen: Kommet zu uns herauf! so wollen wir hinaufgehen, denn Jehova hat sie in unsere Hand gegeben; und das soll uns das Zeichen sein. 11 Und beide zeigten sich der Aufstellung der Philister. Da sprachen die Philister: Siehe, Hebräer kommen aus den Löchern hervor, worin sie sich versteckt haben. 12 Und die Männer der Aufstellung antworteten Jonathan und seinem Waffenträger und sprachen: Kommet zu uns herauf, so wollen wir euch etwas zu wissen tun! Da sprach Jonathan zu seinem Waffenträger: Steige hinauf, mir nach; denn Jehova hat sie in die Hand Israels gegeben. 13 Und Jonathan stieg auf seinen Händen und auf seinen Füßen hinauf, und sein Waffenträger ihm nach. Und sie fielen vor Jonathan, und sein Waffenträger tötete hinter ihm her. 14 Und die erste Niederlage, welche Jonathan und sein Waffenträger anrichteten, W. der erste Schlag, welchen… schlugen war bei zwanzig Mann, etwa auf der halben Furchenlänge eines Jucharts Ackers. 15 Und ein Schrecken entstand im Lager, auf dem Felde und unter dem ganzen Volke; die Aufstellung und der Verheerungszug, auch sie erschraken; und das Land erbebte, und es wurde zu einem Schrecken Gottes.

16 Und die Wächter Sauls zu Gibea-Benjamin sahen, und siehe, die Menge zerrann und lief dahin und dorthin. O. zerrann und verlief und zerstreute sich17 Und Saul sprach zu dem Volke, das bei ihm war: Haltet doch Musterung und sehet, wer von uns weggegangen ist. Und sie hielten Musterung, und siehe, Jonathan und sein Waffenträger waren nicht da. 18 Da sprach Saul zu Ahija: Bringe die Lade Gottes herbei; denn die Lade Gottes war an jenem Tage unter den Kindern Israel. 19 Und es geschah, während Saul zu dem Priester redete, da nahm das Getümmel im Lager der Philister fort und fort zu; und Saul sprach zu dem Priester: Ziehe deine Hand zurück. 20 Und Saul und alles Volk, das bei ihm war, versammelten sich, und sie kamen zum Streit; und siehe, da war das Schwert des einen wider den anderen, eine sehr große Verwirrung. 21 Und es waren Hebräer bei den Philistern, wie früher, welche mit ihnen in das Lager ringsum hinaufgezogen waren; auch sie wandten sich, um mit Israel zu sein, So die Alexandr. Übersetzung. Der hebräische Text lautet:… hinaufgezogen waren ringsum: und auch sie, um mit Israel zu sein das mit Saul und Jonathan war. 22 Und alle Männer von Israel, die sich im Gebirge Ephraim versteckt hatten, hörten, daß die Philister geflohen waren; und auch sie setzten ihnen nach im Streit. 23 So rettete Jehova Israel an selbigem Tage. Und der Streit ging über Beth-Awen hinaus.

24 Die Männer von Israel waren aber sehr angestrengt an jenem Tage; und Saul beschwor das Volk und sprach: Verflucht sei der Mann, der Speise essen wird bis zum Abend, und bis ich mich an meinen Feinden gerächt habe! Und das ganze Volk kostete keine Speise. 25 Und das ganze Volk W. das ganze Land kam in den Wald, und Honig war auf der Fläche des Feldes. 26 Und als das Volk in den Wald kam: siehe da, ein Strom von Honig; aber niemand brachte seine Hand zu seinem Munde, denn das Volk fürchtete den Schwur. 27 Jonathan aber hatte es nicht gehört, als sein Vater das Volk beschwor; und er streckte das Ende seines Stabes O. Spießes aus, der in seiner Hand war, und tauchte ihn in den Honigseim und brachte seine Hand wieder zu seinem Munde, und seine Augen wurden hell. 28 Und einer von dem Volke hob an und sprach: Dein Vater hat das Volk feierlich beschworen und gesagt: Verflucht sei der Mann, der heute Speise essen wird! und so ist das Volk ermattet. O. und doch war das Volk ermattet29 Und Jonathan sprach: Mein Vater hat das Land in Trübsal gebracht; sehet doch, daß meine Augen hell geworden sind, weil ich ein wenig von diesem Honig gekostet habe. 30 Was wäre es gewesen, wenn das Volk heute ungehindert von der Beute seiner Feinde gegessen hätte, die es gefunden hat! denn wäre dann nicht O. wenn nun gar das Volk…, wäre denn nicht jetzt usw. die Niederlage der Philister O. unter den Philistern groß gewesen? 31 Und sie schlugen die Philister an jenem Tage von Mikmas bis nach Ajjalon; und das Volk war sehr ermattet. 32 Und das Volk fiel über die Beute her, und sie nahmen Kleinvieh und Rinder und Kälber und schlachteten sie auf die Erde hin; und das Volk mit dem Blute. 33 Und man berichtete es Saul und sprach: Siehe, das Volk sündigt gegen Jehova, indem es mit dem Blute ißt. Und er sprach: Ihr habt treulos gehandelt! Wälzet sofort einen großen Stein zu mir her. 34 Und Saul sprach: Zerstreuet euch unter das Volk und sprechet zu ihnen: Bringet her zu mir, ein jeder sein Rind und ein jeder sein Kleinvieh, und schlachtet sie hier und esset; und sündiget nicht gegen Jehova, indem ihr mit dem Blute esset. Und in jener Nacht brachte das ganze Volk ein jeder sein Rind an seiner Hand; und sie schlachteten sie daselbst. 35 Und Saul baute Jehova einen Altar; mit diesem fing er an, Jehova einen Altar zu bauen.

36 Und Saul sprach: Laßt uns bei der Nacht hinabziehen, den Philistern nach, und unter ihnen plündern, bis der Morgen hell wird, und keinen Mann unter ihnen übriglassen! Und sie sprachen: Tue alles, was gut ist in deinen Augen. Und der Priester sprach: Laßt uns hier zu Gott nahen! 37 Und Saul fragte Gott: Soll ich hinabziehen, den Philistern nach? wirst du sie in die Hand Israels geben? Aber er antwortete ihm nicht an jenem Tage. 38 Da sprach Saul: Tretet hierher, alle Häupter des Volkes, und erkennet und sehet, wodurch And. l.: durch wen diese Sünde heute geschehen ist. 39 Denn so wahr Jehova lebt, der Israel gerettet hat, wenn sie an meinem Sohne Jonathan wäre, so sollte er gewißlich sterben! Und niemand antwortete ihm aus dem ganzen Volke. 40 Und er sprach zu dem ganzen Israel: Seid ihr auf der einen Seite, und ich und mein Sohn Jonathan wollen auf der anderen Seite sein. Und das Volk sprach zu Saul: Tue, was gut ist in deinen Augen. 41 Und Saul sprach zu Jehova, dem Gott Israels: Gib ein vollkommenes Los! O. Gib Wahrheit! Und Jonathan und Saul wurden getroffen, und das Volk ging frei aus. 42 Und Saul sprach: Werfet das Los zwischen mir und meinem Sohne Jonathan! Und Jonathan wurde getroffen. 43 Da sprach Saul zu Jonathan: Tue mir kund, was du getan hast. Und Jonathan tat es ihm kund und sprach: Mit dem Ende des Stabes, der in meiner Hand war, habe ich ein wenig Honig nur gekostet: Siehe, ich muß sterben! 44 Und Saul sprach: So tue mir Gott, und so füge er hinzu, du mußt gewißlich sterben, Jonathan! 45 Aber das Volk sprach zu Saul: Sollte Jonathan sterben, der diese große Rettung O. diesen großen Sieg in Israel geschafft hat? Das sei ferne! So wahr Jehova lebt, wenn von den Haaren seines Hauptes eines auf die Erde fällt! denn er hat mit Gott gehandelt an diesem Tage. So erlöste das Volk Jonathan, daß er nicht starb. 46 Und Saul zog von der Verfolgung der Philister herauf, und die Philister zogen an ihren Ort.

47 Und Saul nahm das Königtum ein über Israel; und er stritt ringsum wider alle seine Feinde, wider Moab und wider die Kinder Ammon und wider Edom und wider die Könige von Zoba und wider die Philister; und überall, wohin er sich wandte, übte er Strafe. And. l.: siegte er48 Und er tat Mächtiges und schlug Amalek, und errettete Israel aus der Hand seines Plünderers. 49 Und die Söhne Sauls waren: Jonathan und Jischwi und Malkischua. Und die Namen seiner zwei Töchter: der Name der erstgeborenen war Merab, und der Name der jüngeren Michal. 50 Und der Name des Weibes Sauls war Achinoam, die Tochter Achimaaz. Und der Name seines Heerobersten war Abner, der Sohn Ners, des Oheims Sauls; 51 denn Kis, der Vater Sauls, und Ner, der Vater Abners, waren Söhne Abiels. 52 Und der Streit war heftig wider die Philister alle Tage Sauls; und wenn Saul irgend einen streitbaren Mann und irgend einen Tapferen sah, so gesellte er ihn sich zu.

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