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Gênesis 26

ELB71
Promesse di Dio a Isacco. Isacco nel paese dei Filistei

1 Ci fu la carestia nel paese, oltre la prima carestia che c’era stata al tempo di Abraamo. E Isacco andò da Abimelec, re dei Filistei, a Gherar. 2 L’Eterno gli apparve e gli disse: "Non scendere in Egitto; abita nel paese che io ti dirò. 3 Soggiorna in questo paese, io sarò con te e ti benedirò, poiché io darò a te e alla tua discendenza tutti questi paesi, e manterrò il giuramento che feci ad Abraamo tuo padre, 4 e moltiplicherò la tua discendenza come le stelle del cielo, darò alla tua discendenza tutti questi paesi, e tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie, 5 perché Abraamo ubbidì alla mia voce e osservò quello che gli avevo ordinato, i miei comandamenti, i miei statuti e le mie leggi". 6 Isacco abitò a Gherar. 7 E quando la gente del luogo gli faceva delle domande intorno a sua moglie, egli rispondeva: "È mia sorella"; perché aveva paura di dire: "È mia moglie". "Non vorrei", egli pensava, "che la gente del luogo mi uccidesse, a motivo di Rebecca". Poiché lei era di bell’aspetto. 8 Ora, mentre il suo soggiorno si prolungava, avvenne che Abimelec, re dei Filistei, mentre guardava dalla finestra, vide Isacco che scherzava con Rebecca sua moglie. 9 E Abimelec chiamò Isacco, e gli disse: "Certo, lei è tua moglie; come mai dunque, hai detto: È mia sorella?". Isacco rispose: "Perché dicevo: Non vorrei essere messo a morte a causa sua". 10 E Abimelec: "Che cos’è questo che ci hai fatto? Poco è mancato che qualcuno del popolo si unisse a tua moglie, e tu ci avresti attirato addosso una grande colpa". 11 Abimelec diede quest’ordine a tutto il popolo: "Chiunque toccherà quest’uomo o sua moglie sia messo a morte".

Prosperità di Isacco

12 Isacco seminò in quel paese, e in quell’anno raccolse il centuplo; e l’Eterno lo benedisse. 13 Quest’uomo diventò grande, cresceva sempre più, finché diventò grande oltre misura. 14 Fu padrone di greggi di pecore, di mandrie di buoi e di numerosa servitù. I Filistei lo invidiavano; 15 e perciò otturarono e riempirono di terra tutti i pozzi che i servi di suo padre avevano scavati, al tempo di Abraamo suo padre. 16 E Abimelec disse a Isacco: "Vattene da noi, poiché tu sei molto più potente di noi". 17 Isacco allora partì di , si accampò nella valle di Gherar, e qui abitò. 18 E Isacco scavò di nuovo i pozzi d’acqua che erano stati scavati al tempo di Abraamo suo padre, e che i Filistei avevano otturati dopo la morte di Abraamo; e li chiamò con gli stessi nomi con i quali li aveva chiamati suo padre. 19 E i servi di Isacco scavarono nella valle e trovarono un pozzo d’acqua viva. 20 Ma i pastori di Gherar litigarono con i pastori di Isacco, dicendo: "L’acqua è nostra". Ed egli chiamò il pozzo Esec, perché quelli avevano conteso con lui. 21 Poi i servi scavarono un altro pozzo, e quelli litigarono anche per questo. E Isacco lo chiamò Sitna. 22 Allora egli partì di , scavò un altro pozzo per il quale quelli non litigarono. Ed egli lo chiamò Recobot "perché", disse, "ora l’Eterno ci ha messi al largo, e noi prospereremo nel paese".

Dio rinnova le sue promesse a Isacco. Alleanza di Isacco con Abimelec

23 Poi di Isacco salì a Beer-Sceba. 24 L’Eterno gli apparve quella stessa notte, e gli disse: "Io sono l’Iddio di Abraamo tuo padre; non temere, poiché io sono con te e ti benedirò e moltiplicherò la tua progenie per amore di Abraamo mio servo". 25 Egli costruì un altare in quel luogo, invocò il nome dell’Eterno e piantò la sua tenda. E i servi di Isacco scavarono un pozzo. 26 Abimelec andò da lui da Gherar con Auzat, suo amico, e con Picol, capo del suo esercito. 27 E Isacco disse loro: "Perché venite da me, perché mi odiate e mi avete mandato via dal vostro paese?". 28 Quelli risposero: "Noi abbiamo chiaramente visto che l’Eterno è con te; e abbiamo detto: Si faccia ora un giuramento fra noi, fra noi e te, e facciamo alleanza con te. 29 Giura che non ci farai alcun male, così come noi non ti abbiamo toccato, e non ti abbiamo fatto altro che del bene, e ti abbiamo lasciato andare in pace. Tu sei ora benedetto dall’Eterno". 30 Allora Isacco fece un convito per loro, ed essi mangiarono e bevvero. 31 La mattina successiva si alzarono di buon’ora e si scambiarono un giuramento. Poi Isacco li accomiatò, e quelli partirono da lui in pace. 32 In quello stesso giorno, i servi di Isacco gli vennero a dare notizia del pozzo che avevano scavato, dicendogli: "Abbiamo trovato dell’acqua". 33 Ed egli lo chiamò Siba. Per questo la città porta il nome di Beer-Sceba, fino al giorno d’oggi.

Matrimonio di Esaù. Giacobbe benedetto al posto di Esaù

34 Ora Esaù, in età di quarant’anni, prese per moglie Giudit, figlia di Beeri, l’Ittita, e Basmat, figlia di Elon, l’Ittita. Esse furono causa di amarezza d’animo per Isacco e per Rebecca.

1 Und es entstand eine Hungersnot im Lande, außer der vorigen Hungersnot, die in den Tagen Abrahams gewesen war. S. Kap. 12, 10 Und Isaak zog zu Abimelech, dem Könige der Philister, nach Gerar. 2 Und Jehova erschien ihm und sprach: Ziehe nicht hinab nach Ägypten; bleibe in dem Lande, von dem ich dir sage. 3 Halte dich auf in diesem Lande, und ich werde mit dir sein und dich segnen; denn dir und deinem Samen werde ich alle diese Länder geben, und ich werde den Eid aufrecht erhalten, den ich deinem Vater Abraham geschworen habe. 4 Und ich werde deinen Samen mehren wie die Sterne des Himmels und deinem Samen alle diese Länder geben; und in deinem Samen werden sich segnen O. gesegnet werden alle Nationen der Erde: 5 darum daß Abraham meiner Stimme gehorcht und beobachtet hat meine Vorschriften, Eig. was gegen mich zu beachten ist meine Gebote, meine Satzungen und meine Gesetze.

6 So blieb Isaak in Gerar. 7 Und die Männer des Ortes erkundigten sich nach seinem Weibe, und er sprach: Sie ist meine Schwester. Denn er fürchtete sich zu sagen: Mein Weib, indem er dachte: Die Männer des Ortes möchten mich sonst töten wegen Rebekka; denn sie ist schön von Ansehen. 8 Und es geschah, als er längere Zeit daselbst gewesen war, da blickte Abimelech, der König der Philister, durchs Fenster, und er sah, und siehe, Isaak scherzte mit Rebekka, seinem Weibe. 9 Da rief Abimelech den Isaak und sprach: Siehe, fürwahr, sie ist dein Weib; und wie hast du gesagt: Sie ist meine Schwester? Und Isaak sprach zu ihm: Weil ich mir sagte: daß ich nicht sterbe ihretwegen. 10 Und Abimelech sprach: Was hast du uns da getan! Wenig fehlte, so hätte einer aus dem Volke bei deinem Weibe gelegen, und du hättest eine Schuld über uns gebracht. 11 Und Abimelech gebot allem Volke und sprach: Wer diesen Mann und sein Weib antastet, soll gewißlich getötet werden.

12 Und Isaak säte in selbigem Lande und gewann in selbigem Jahre das Hundertfältige; und O. denn Jehova segnete ihn. 13 Und der Mann ward groß und wurde fort und fort größer, bis er sehr groß war. 14 Und er hatte Herden von Kleinvieh und Herden von Rindern und ein großes Gesinde; und die Philister beneideten ihn. 15 Und alle Brunnen, welche die Knechte seines Vaters in den Tagen seines Vaters Abraham gegraben hatten, verstopften die Philister und füllten sie mit Erde. 16 Und Abimelech sprach zu Isaak: Ziehe weg von uns, denn du bist viel mächtiger geworden als wir. 17 Da zog Isaak von dannen und schlug sein Lager auf im Tale Gerar und wohnte daselbst. 18 Und Isaak grub die Wasserbrunnen wieder auf, welche sie in den Tagen seines Vaters Abraham gegraben und welche die Philister nach dem Tode Abrahams verstopft hatten; und er benannte sie mit denselben Namen, womit sein Vater sie benannt hatte. 19 Und die Knechte Isaaks gruben im Tale und fanden daselbst einen Brunnen lebendigen Wassers. 20 Da haderten die Hirten von Gerar mit den Hirten Isaaks und sprachen: Das Wasser ist unser! Und er gab dem Brunnen den Namen Esek, Zank weil sie mit ihm gezankt hatten. 21 Und sie gruben einen anderen Brunnen, und sie haderten auch über diesen, und er gab ihm den Namen Sitna. Anfeindung22 Und er brach auf von dannen und grub einen anderen Brunnen, und über diesen haderten sie nicht; und er gab ihm den Namen Rechoboth Räume und sprach: Denn nun hat Jehova uns Raum gemacht, und wir werden fruchtbar sein im Lande. 23 Und er zog von dannen hinauf nach Beerseba. 24 Und Jehova erschien ihm in selbiger Nacht und sprach: Ich bin der Gott Abrahams, deines Vaters; fürchte dich nicht, denn ich bin mit dir, und ich werde dich segnen und deinen Samen mehren um Abrahams, meines Knechtes, willen. 25 Und er baute daselbst einen Altar und rief den Namen Jehovas an; und er schlug daselbst sein Zelt auf; und die Knechte Isaaks gruben daselbst einen Brunnen.

26 Und Abimelech zog zu ihm von Gerar mit Achusat, seinem Freunde, und Pikol, seinem Heerobersten. 27 Und Isaak sprach zu ihnen: Warum kommet ihr zu mir, da ihr mich doch hasset und mich von euch weggetrieben habt? 28 Und sie sprachen: Wir haben deutlich gesehen, daß Jehova mit dir ist; und wir haben uns gesagt: Möge doch ein Eid sein zwischen uns, zwischen uns und dir, und wir wollen einen Bund mit dir machen, 29 daß du uns nichts Übles tuest, so wie wir dich nicht angetastet haben und wie wir dir nur Gutes erwiesen und dich haben ziehen lassen in Frieden. Du bist nun einmal ein Gesegneter Jehovas. 30 Und er machte ihnen ein Mahl, und sie aßen und tranken. 31 Und sie standen des Morgens früh auf und schwuren einer dem anderen; und Isaak entließ sie, und sie zogen von ihm in Frieden. - 32 Und es geschah an selbigem Tage, da kamen Isaaks Knechte und berichteten ihm wegen des Brunnens, den sie gegraben hatten, und sprachen zu ihm: Wir haben Wasser gefunden. 33 Und er nannte ihn Sibea; Schwur, Eidvertrag; vergl. Kap. 21,31 daher der Name der Stadt Beerseba bis auf diesen Tag.

34 Und Esau war vierzig Jahre alt, da nahm er zum Weibe Judith, die Tochter Beeris, des Hethiters, und Basmath, die Tochter Elons, des Hethiters. 35 Und sie waren ein Herzeleid für Isaak und Rebekka.

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