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Gênesis 31

ELB71
Ritorno di Giacobbe in Canaan

1 Giacobbe venne a sapere che i figli di Labano dicevano: "Giacobbe ha preso tutto quello che era di nostro padre; e con quello che era di nostro padre, si è fatto tutta questa ricchezza". 2 Giacobbe osservò pure il volto di Labano; ed ecco, non era più, verso di lui, quello di prima. 3 Allora l’Eterno disse a Giacobbe: "Torna al paese dei tuoi padri e dai tuoi parenti; e io sarò con te". 4 Così Giacobbe mandò a chiamare Rachele e Lea perché venissero ai campi, presso il suo gregge, e disse loro: 5 "Io vedo che il volto di vostro padre non è più, verso di me, quello di prima; ma l’Iddio di mio padre è stato con me. 6 Ora voi sapete che io ho servito vostro padre con tutte le mie forze, 7 mentre vostro padre mi ha ingannato e ha cambiato il mio salario dieci volte; ma Dio non gli ha permesso di farmi del male. 8 Quando diceva: I macchiati saranno il tuo salario, tutto il gregge partoriva agnelli macchiati; e quando diceva: Gli striati saranno il tuo salario, tutto il gregge partoriva agnelli striati. 9 Così Dio ha tolto il bestiame a vostro padre e me lo ha dato. 10 E una volta avvenne, al tempo che le pecore entravano in calore, che io alzai gli occhi, e vidi, in sogno, che i maschi che montavano le femmine erano striati, macchiati o chiazzati. 11 E l’Angelo di Dio mi disse nel sogno: Giacobbe!. Io risposi: Eccomi!. 12 Ed egli: Alza ora gli occhi e guarda; tutti i maschi che montano le femmine, sono striati, macchiati o chiazzati; perché ho visto tutto quello che Labano ti fa. 13 Io sono l’Iddio di Betel, dove tu hai unto una pietra commemorativa e mi facesti un voto. Ora alzati, parti da questo paese, e torna al tuo paese natìo". 14 Rachele e Lea risposero e gli dissero: "Noi abbiamo forse ancora qualche parte o eredità in casa di nostro padre? 15 Lui non ci ha trattate da straniere, quando ci ha vendute e per di più ha mangiato il nostro denaro? 16 Tutte le ricchezze che Dio ha tolto a nostro padre, sono nostre e dei nostri figli; ora fapure tutto quello che Dio ti ha detto". 17 Allora Giacobbe si alzò, mise i suoi figli e le sue mogli sui cammelli, 18 e portò via tutto il suo bestiame, tutti i beni che aveva acquistato, il bestiame che gli apparteneva e che aveva acquistato in Paddan-Aram, per andarsene da Isacco suo padre, nel paese di Canaan. 19 Mentre Labano se n’era andato a tosare le sue pecore, Rachele rubò gli idoli di suo padre. 20 Giacobbe partì segretamente da Labano, l’Arameo, senza dirgli che voleva fuggire. 21 Così se ne fuggì, con tutto quello che aveva; e si alzò, passò il fiume, e si diresse verso il monte di Galaad.

Labano insegue Giacobbe

22 Il terzo giorno, fu annunciato a Labano che Giacobbe era fuggito. 23 Allora egli prese con i suoi fratelli, lo inseguì per sette giornate di cammino, e lo raggiunse al monte di Galaad. 24 Ma Dio venne da Labano l’Arameo, in un sogno della notte, e gli disse: "Guardati dal parlare a Giacobbe, in bene in male". 25 Labano dunque raggiunse Giacobbe. Ora Giacobbe aveva piantato la sua tenda sul monte; e anche Labano e i suoi fratelli avevano piantato le loro, sul monte di Galaad. 26 Allora Labano disse a Giacobbe: "Che hai fatto? Mi hai ingannato e portato via le mie figlie come prigioniere di guerra. 27 Perché te ne sei fuggito di nascosto, e mi hai ingannato e non mi hai avvertito? Io ti avrei congedato con gioia e con canti, al suono di timpano e di cetra. 28 E non mi hai neppure permesso di baciare i miei figli e le mie figlie! Tu hai agito da stolto. 29 Sarebbe in mio potere farvi del male; ma l’Iddio di vostro padre mi ha parlato la notte scorsa, dicendo: Guardati dal parlare a Giacobbe, in bene in male. 30 Ora dunque te ne sei di certo andato, perché desideravi la casa di tuo padre; ma perché hai rubato i miei dèi?". 31 Giacobbe rispose a Labano: "È che avevo paura, perché dicevo fra me che tu avresti potuto togliermi per forza le tue figlie. 32 Ma chiunque sia colui presso il quale avrai trovato i tuoi dèi, egli deve morire! Alla presenza dei nostri fratelli, verifica ciò che è tuo fra le cose mie, e prenditelo!". Ora Giacobbe ignorava che Rachele avesse rubato gli idoli. 33 Labano dunque entrò nella tenda di Giacobbe, nella tenda di Lea e nella tenda delle due serve, ma non trovò nulla. E uscito dalla tenda di Lea, entrò nella tenda di Rachele. 34 Rachele aveva preso gli idoli, li aveva messi nella sella del cammello, e si era posta sopra a sedere. Labano frugò tutta la tenda, e non trovò nulla. 35 E lei disse a suo padre: "Non la prenda a male il mio signore se io non posso alzarmi davanti a te, perché ho le solite ricorrenze delle donne". Ed egli cercò ma non trovò gli idoli. 36 Allora Giacobbe si adirò e litigò con Labano e riprese a dirgli: "Qual è il mio delitto, qual è il mio peccato, perché tu mi abbia inseguito con tanto ardore? 37 Tu hai frugato tutta la mia roba; che hai trovato di tutta la roba di casa tua? Mettilo qui davanti ai miei e i tuoi fratelli, e giudichino loro fra noi due! 38 Ecco sono stato con te vent’anni; le tue pecore e le tue capre non hanno abortito e io non ho mangiato i montoni del tuo gregge. 39 Io non ti ho mai portato quello che le bestie feroci avevano sbranato; ne ho subìto il danno io; tu mi ridomandavi conto di quello che era stato rubato di giorno o rubato di notte. 40 Di giorno, mi consumava il caldo; di notte, il gelo; e il sonno fuggiva dai miei occhi. 41 Ecco sono in casa tua da vent’anni; ti ho servito quattordici anni per le tue due figlie, e sei anni per le tue pecore, e tu hai cambiato il mio salario dieci volte. 42 Se l’Iddio di mio padre, l’Iddio di Abraamo e il Terrore di Isacco non fosse stato con me, certo, tu mi avresti ora rimandato a vuoto. Dio ha visto la mia afflizione e la fatica delle mie mani, e la notte scorsa ha pronunciato la sua sentenza". 43 Labano rispose a Giacobbe, dicendo: "Queste figlie sono figlie mie, questi figli sono figli miei, queste pecore sono pecore mie, e tutto quello che vedi è mio. E cosa posso fare oggi a queste mie figlie o ai loro figli che esse hanno partorito? 44 Ora dunque vieni, facciamo un patto fra me e te, e serva di testimonianza fra me e te".

Alleanza fra Labano e Giacobbe

45 Giacobbe prese una pietra e la eresse come pietra commemorativa. 46 E Giacobbe disse ai suoi fratelli: "Raccogliete delle pietre". Ed essi presero delle pietre, ne fecero un mucchio, e presso il mucchio mangiarono. 47 E Labano chiamò quel mucchio Iegar-Saaduta, e Giacobbe lo chiamò Galed. 48 E Labano disse: "Questo mucchio è oggi testimone fra me e te". Perciò fu chiamato Galed, 49 e anche Mispa, perché Labano disse: "L’Eterno tenga l’occhio su di me e su di te quando non ci potremo vedere l’un l’altro. 50 Se tu affliggi le mie figlie e se prendi altre mogli oltre le mie figlie, non ci sarà un uomo con noi; ma, bada, Dio sarà testimone fra me e te". 51 Labano disse ancora a Giacobbe: "Ecco questo mucchio di pietre, ed ecco la pietra commemorativa che io ho eretta fra me e te. 52 Sia questo mucchio un testimone e sia questo monumento un testimone che io non passerò oltre questo mucchio per andare da te, e che tu non passerai oltre questo mucchio e questo monumento per fare del male. 53 L’Iddio di Abraamo e l’Iddio di Naor, l’Iddio di loro padre, sia giudice fra noi!". Giacobbe giurò per il Terrore di Isacco suo padre. 54 Poi Giacobbe offrì un sacrificio sul monte e invitò i suoi fratelli a mangiare del pane. Essi dunque mangiarono del pane e passarono la notte sul monte. 55 La mattina, Labano si alzò di buon’ora, baciò i suoi figli e le sue figlie, e li benedisse. Poi Labano se ne andò, e tornò a casa sua.

1 Und er hörte die Worte der Söhne Labans, welche sprachen: Jakob hat alles genommen, was unserem Vater gehörte; und von dem, was unserem Vater gehörte, hat er sich all diesen Reichtum verschafft. 2 Und Jakob sah das Angesicht Labans, und siehe, es war nicht gegen ihn wie früher. W. wie gestern, vorgestern; eine stehende Redensart3 Und Jehova sprach zu Jakob: Kehre zurück in das Land deiner Väter und zu deiner Verwandtschaft, und ich will mit dir sein. 4 Da sandte Jakob hin und ließ Rahel und Lea aufs Feld rufen zu seiner Herde. 5 Und er sprach zu ihnen: Ich sehe das Angesicht eures Vaters, daß es nicht gegen mich ist wie früher; aber der Gott meines Vaters ist mit mir gewesen. 6 Ihr selbst wisset ja, daß ich mit all meiner Kraft eurem Vater gedient habe. 7 Und euer Vater hat mich betrogen und hat meinen Lohn zehnmal verändert; aber Gott hat ihm nicht gestattet, mir Übles zu tun. 8 Wenn er so sprach: Die gesprenkelten sollen dein Lohn sein, dann gebaren alle Herden gesprenkelte; und wenn er so sprach: Die gestreiften sollen dein Lohn sein, dann gebaren alle Herden gestreifte. 9 Und Gott hat das Vieh eures Vaters genommen und mir gegeben. 10 Und es geschah zur Brunstzeit der Herde, da hob ich meine Augen auf und sah im Traume: und siehe, die Böcke, welche die Herde besprangen, waren gestreift, gesprenkelt und getüpfelt. 11 Und der Engel Gottes sprach im Traume zu mir: Jakob! Und ich sprach: Hier bin ich! 12 Und er sprach: Hebe doch deine Augen auf und sieh: alle Böcke, welche die Herde bespringen, sind gestreift, gesprenkelt und getüpfelt; denn ich habe alles gesehen, was Laban dir tut. 13 Ich bin der Gott von Bethel, wo du ein Denkmal gesalbt, wo du mir ein Gelübde getan hast. Nun mache dich auf, ziehe aus diesem Lande und kehre zurück in das Land deiner Verwandtschaft. O. Geburt14 Und Rahel und Lea antworteten und sprachen zu ihm: Haben wir noch ein Teil und ein Erbe im Hause unseres Vaters? 15 Sind wir nicht als Fremde von ihm geachtet worden? Denn er hat uns verkauft und hat auch unser Geld völlig verzehrt. 16 Denn aller Reichtum, den Gott unserem Vater entrissen hat, uns gehört er und unseren Kindern. So tue nun alles, was Gott zu dir geredet hat.

17 Da machte Jakob sich auf und hob seine Kinder und seine Weiber auf die Kamele, 18 und führte weg all sein Vieh und all seine Habe, die er erworben, das Vieh seines Eigentums, das er erworben hatte in Paddan-Aram, um zu seinem Vater Isaak zu kommen in das Land Kanaan. 19 Und Laban war gegangen, um seine Schafe zu scheren; und Rahel stahl die Teraphim, Hausgötter die ihr Vater hatte. 20 Und Jakob hinterging Laban, den Aramäer, indem er ihm nicht kundtat, daß er fliehe. 21 Und er floh, er und alles was er hatte; und er machte sich auf und setzte über den Strom den Euphrath und richtete sein Angesicht nach dem Gebirge Gilead. 22 Und am dritten Tage wurde dem Laban berichtet, daß Jakob geflohen wäre. 23 Und er nahm seine Brüder mit sich und jagte ihm sieben Tagereisen nach und ereilte ihn auf dem Gebirge Gilead. 24 Und Gott kam zu Laban, dem Aramäer, in einem Traume der Nacht und sprach zu ihm: Hüte dich, daß du mit Jakob weder Gutes noch Böses redest!

25 Und Laban erreichte Jakob, und Jakob hatte sein Zelt auf dem Gebirge aufgeschlagen; und Laban schlug es auf mit seinen Brüdern auf dem Gebirge Gilead. 26 Und Laban sprach zu Jakob: Was hast du getan, daß du mich hintergangen und meine Töchter wie Kriegsgefangene weggeführt hast? 27 Warum bist du heimlich geflohen und hast mich hintergangen und hast es mir nicht kundgetan, -ich hätte dich ja begleitet mit Freude und mit Gesängen, mit Tamburin und mit Laute, - 28 und hast mir nicht zugelassen, meine Söhne und meine Töchter zu küssen? Nun, du hast töricht gehandelt. 29 Es wäre in der Macht meiner Hand, euch Übles zu tun; aber der Gott eures Vaters hat gestern Nacht zu mir geredet und gesagt: Hüte dich, mit Jakob weder Gutes noch Böses zu reden! 30 Und nun, da du einmal weggegangen bist, weil du dich so sehr nach dem Hause deines Vaters sehntest, warum hast du meine Götter gestohlen? 31 Da antwortete Jakob und sprach zu Laban: Weil ich mich fürchtete; denn ich sagte mir, du möchtest mir etwa deine Töchter entreißen. 32 Bei wem du deine Götter findest, der soll nicht leben. Erforsche vor unseren Brüdern, was bei mir ist, und nimm es dir. Jakob aber wußte nicht, daß Rahel sie gestohlen hatte. 33 Und Laban ging in das Zelt Jakobs und in das Zelt Leas und in das Zelt der beiden Mägde und fand nichts; und er ging aus dem Zelte Leas und kam in das Zelt Rahels. 34 Rahel aber hatte die Teraphim genommen und sie in den Kamelsattel gelegt und sich darauf gesetzt. Und Laban durchtastete das ganze Zelt und fand nichts. 35 Und sie sprach zu ihrem Vater: Mein Herr möge nicht zürnen, Eig. es entbrenne nicht in den Augen meines Herrn daß ich nicht vor dir aufstehen kann; denn es ergeht mir nach der Weiber Weise. Und er durchsuchte alles und fand die Teraphim nicht.

36 Da entbrannte Jakob und haderte mit Laban. Und Jakob antwortete und sprach zu Laban: Was ist mein Vergehen, was meine Sünde, daß du mir hitzig nachgesetzt bist? 37 Da du all mein Gerät durchtastet hast, was hast du gefunden von allem Gerät deines Hauses? Lege es hierher vor meine Brüder und deine Brüder, und sie mögen zwischen uns beiden entscheiden! 38 Zwanzig Jahre bin ich nun bei dir gewesen; deine Mutterschafe und deine Ziegen haben nicht fehlgeboren, und die Widder deiner Herde habe ich nicht gegessen. 39 Das Zerrissene habe ich nicht zu dir gebracht, ich habe es büßen müssen; von meiner Hand hast du es gefordert, mochte es gestohlen sein bei Tage oder gestohlen bei Nacht. 40 Es war mit mir also: des Tages verzehrte mich die Hitze und der Frost des Nachts, und mein Schlaf floh von meinen Augen. 41 Zwanzig Jahre bin ich nun in deinem Hause gewesen; ich habe dir vierzehn Jahre gedient um deine beiden Töchter und sechs Jahre um deine Herde, und du hast meinen Lohn zehnmal verändert. 42 Wenn nicht der Gott meines Vaters, der Gott Abrahams, und die Furcht O. der Schrecken; so auch v 53 Isaaks, für mich gewesen wäre, gewiß, du würdest mich jetzt leer entlassen haben. Gott hat mein Elend und die Arbeit meiner Hände angesehen und hat gestern Nacht entschieden.

43 Und Laban antwortete und sprach zu Jakob: Die Töchter sind meine Töchter, und die Söhne sind meine Söhne, und die Herde ist meine Herde, und alles, was du siehest, ist mein; aber meinen Töchtern, was könnte ich ihnen heute tun, oder ihren Söhnen, die sie geboren haben? 44 Und nun komm, laß uns einen Bund machen, ich und du, und er sei zum Zeugnis zwischen mir und dir! 45 Und Jakob nahm einen Stein und richtete ihn auf als Denkmal. 46 Und Jakob sprach zu seinen Brüdern: Sammelt Steine! Und sie nahmen Steine und errichteten einen Haufen und aßen daselbst auf dem Haufen. 47 Und Laban nannte ihn Jegar Sahadutha, Aramäisch: Haufe des Zeugnisses und Jakob nannte ihn Galed. Haufe des Zeugnisses, od. des Zeugen48 Und Laban sprach: Dieser Haufe sei heute ein Zeuge zwischen mir und dir! Darum gab man ihm den Namen Galed, 49 und Mizpa, Warte weil er sprach: Jehova sei Wächter zwischen mir und dir, wenn wir einer vor dem anderen verborgen sein werden! 50 Wenn du meine Töchter bedrücken, und wenn du noch Weiber nehmen solltest zu meinen Töchternkein Mensch ist bei uns; siehe, Gott ist Zeuge zwischen mir und dir. 51 Und Laban sprach zu Jakob: Siehe, dieser Haufe, und siehe, das Denkmal, das ich errichtet habe zwischen mir und dir: 52 dieser Haufe sei Zeuge und das Denkmal ein Zeugnis, daß weder ich über diesen Haufen zu dir hinausgehe, noch daß du über diesen Haufen und dieses Denkmal zu mir hinausgehest zum Bösen. 53 Der Gott Abrahams und der Gott Nahors richte zwischen uns, der Gott ihres Vaters! Da schwur Jakob bei der Furcht seines Vaters Isaak. 54 Und Jakob opferte ein Schlachtopfer auf dem Gebirge und lud seine Brüder ein zu essen; und sie aßen W. Brot zu essen; und sie aßen Brot; eine stehende Redensart und übernachteten auf dem Gebirge. 55 Und Laban stand des Morgens früh auf und küßte seine Söhne und seine Töchter und segnete sie; und Laban zog hin und kehrte zurück an seinen Ort.

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